Washington, 6 lug – I tanto annunciati dazi sui prodotti cinesi imposti, poi soppressi e poi reintrodotti, dal presidente americano Donald Trump sono entrati in vigore un minuto dopo la mezzanotte. La guerra commerciale tra Washington e Pechino è così ufficialmente cominciata. Ora si teme un inasprimento delle relazioni, dato che Trump ha minacciato altri dazi, che dovrebbero entrare in vigore in caso di ritorsioni da parte cinese, per un valore di 500 miliardi di dollari. Già questa ondata ha un valore di 34 miliardi di dollari annui, e presto seguirà un’altra misura, che ne varrà altri 16 in due settimane. Si tratta di 818 beni, tra parti di auto, apparecchiature medicali, aerospazio e information technology. Trump, a bordo dell’Air Force One che lo portava in Montana ha spiegato così la politica dei dazi sui prodotti cinesi ai giornalisti: “prima 34 miliardi, dopo ci sono altri 16 miliardi in due settimane e poi, come sapete, altri 200 miliardi in sospeso e dopo ancora altri 300 miliardi in sospeso. Ok? Quindi abbiamo 50 più 200 più quasi 300”.
La risposta di Pechino, che ha definito la mossa americana come “bullismo commerciale”, non si è fatta attendere. Una nota diffusa dai media ufficiali cinesi ha annunciato che il governo ha immediatamente contrattaccato rendendo efficaci le contromisure da 34 miliardi sull’import dagli Usa, che riguardano 545 prodotti made in Usa, da beni agricoli a veicoli, in particolare su soia e cotone, minacciando così i contadini texani che in massa hanno votato Trump alle elezioni, e poi carne, alcolici, auto. Inoltre il presidente cinese Xi Jinping ha detto al governo di prepararsi al peggio, dato che questa è la peggiore guerra commerciale della storia economica, che avrà ripercussioni su tutta l’economia mondiale.
Il protezionismo americano non è stato visto di buon occhio dai media cinesi. Il China Daily ha definito Trump e la sua amministrazione “come una gang di criminali” e li ha accusati di “ricatto” e “di attività criminale”, con la reiterata violazione delle regole “destinata ad avere un impatto decisamente negativo sul panorama economico globale nei prossimi decenni, a meno che i Paesi non si uniscano per opporvisi”. Di parere opposto Steve Bannon, l’ex stratega della Casa Bianca, che ha definito la giornata di oggi come “storica”, spiegando che la Cina “è impegnata in una guerra commerciale contro di noi da vent’anni e finalmente qualcuno ha deciso di rispondere e combattere”.
Anna Pedri

Commenta