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Parigi, 22 ago – Per lo meno è stata molto meno ipocrita della sua collega, Carola Rackete. Pia Klemp, la tatuata ex capitana della Sea Watch 3, ha rifiutato la medaglia onoraria che il sindaco di Parigi Anne Hidalgo aveva deciso di conferirle per premiare la sua condotta durante le azioni di recupero degli immigrati nel Mediterraneo. Molto diversamente dalla Rackete, che, nell’ubriacatura da luci dei riflettori del mese scorso ha fatto man bassa di premi, cittadinanze e riconoscimenti, compreso quello conferitole primo cittadino della Ville Lumière. La Klemp, invece, in una lettera diretta proprio alla Hidalgo, ha spiegato le ragioni del suo gesto. “Mi volete dare una medaglia per delle azioni che contrastate all’interno delle vostre mura. Sono sicuro che non vi sorprenderete se rifiuto questa medaglia”. Pia si riferisce alle gesta della gendarmeria francese che è nota per non essere proprio tenera con i “fratelli migranti”, e addirittura “ruba le coperte alle persone costrette a vivere per strada”.

Due pesi e due misure

La “capitana bis” denuncia anche la violenza delle autorità francesi che reprimono le manifestazioni pro immigrazione e criminalizzano coloro che difendono i diritti degli immigrati e dei richiedenti asilo. Le parole della Klemp non sono prive di fondamento: a tutti ormai sono noti i metodi sbrigativi delle forze dell’ordine d’Oltralpe, che non si fanno scrupoli a scaricare immigrati al confine con l’Italia, o compiere blitz armati con pestaggi. Per non parlare dell’ipocrisia del governo francese che se da un lato incensa le due tedesche, dall’altro non si fa scrupolo a condannare l’italiana Francesca Peirotti, che nel 2016 aveva trasportato otto clandestini richiedenti asilo alla frontiera di Ventimiglia: fermata dalla gendarmeria, è stata condannata a una pena di sei mesi di carcere e all’interdizione dal suolo francese per cinque anni. “Non abbiamo bisogno di medaglie. Non abbiamo bisogno di poteri che decidano chi è un ‘eroe’ e chi è una persona ‘illegale’. Siamo tutti uguali. Quello di cui abbiamo bisogno è di libertà e di diritti. È tempo di denunciare onori ipocriti e colmare il vuoto con la giustizia sociale”, ha quindi concluso la Klemp.

Cristina Gauri

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