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Barcellona, 21 set – È stata una notte di altissima tensione a Barcellona, a causa delle manifestazioni di protesta seguite agli arresti messi in atto dalla Guardia Civil nella sede del governo catalano per impedire il referendum sull’indipendenza. Gli agenti della polizia spagnola sono stati assediati dentro l’edificio governativo e solo l’intervento dei catalani Mossos d’Esquadra ha permesso agli agenti di uscire. Una decina di agenti sarebbero ancora imprigionati nel palazzo.

I giornali spagnoli hanno parlato di circa 40mila manifestanti, che si sono ritrovati sulla Rambla urlando slogan contro il governo centrale di Madrid, reo secondo loro di aver attuato misure liberticide. Proteste ci sono state anche a Girona, Leida e Tarragona, dove a scendere in piazza sono state altre decine di migliaia di persone.

A sostegno del referendum e contro il blitz della Guardia Civil di ieri mattina si stanno schierando in molti, a partire dalla squadra di calcio del Barcellona. Anche al Liceu, il teatro lirico del capoluogo catalano, gli spettatori presenti alla rappresentazione del “Ballo in Maschera” di Giuseppe Verdi, hanno sventolato la bandiera catalana e intonato Els Segadors, che dal 1993 è l’inno della Catalogna.

La Catalogna, quindi, vuole l’indipendenza, ma la Spagna non ci sta. E Madrid si prepara a contenere la folla di manifestanti mediante lo schieramento, da qui al 5 ottobre, di 1.200 uomini della Policía Nacional e 1.000 agenti della Guardia Civil in tutta la regione della Catalogna, in aggiunta a quelli già presenti sul territorio.

L’organizzazione del referendum per l’indipendenza previsto per il primo di ottobre si fa quindi complicata. E lo riconosce anche il vicepresidente catalano Oriol Junqueras, che questa mattina ha dichiarato che nonostante le cose si siano complicate, il governo catalano andrà avanti.

 

 

 

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