Roma, 9 dic – La Francia continua a sbraitare sui clandestini. È quanto emerge dalle ultime dichiarazioni provenienti dall’Eliseo, riportate dall’Ansa, poco prima del vertice di Alicante di oggi tra nove Paesi del Mediterraneo.

Francia, il diktat sui clandestini: “L’Italia cambi posizione”

“I nodi con l’Italia non sono ancora sciolti”. L’Eliseo, insomma, insiste, e tramite una fonte della presidenza, dichiara: “”Non abbiamo visto ancora modifiche nella posizione delle autorità italiane sull’applicazione del diritto dello Stato di bandiera”. Questo sebbene Roma, dal canto suo, faccia praticamente finta di niente. Palazzo Chigi nega alcun “invito ufficiale” dal governo francese per un incontro di Emmanuel Macron con il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nonostante Parigi continui a sostenerlo. Dall’esecutivo di centrodestra infatti si afferma il contrario: “Immaginiamo che determinati inviti non si facciano a mezzo stampa”. Nel frattempo, il trattato di Schengen si allarga alla Croazia, ma non alla Romania e alla Bulgaria, a causa dei veti di Austria e Olanda. I “confini esterni” del trattato, così facendo, non si allargano. A tutto svantaggio dell’Italia, che sulla rotta balcanica continua a trovarsi in parte scoperta. Tanto è che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, sull’esclusione di Bucarest e Sofia, ha così commentato: “Una scelta incomprensibile e ingiustificata. Darebbero un contributo importante al controllo dei confini orientali dell’Ue”.

Una ossessione inspiegabile

L’attività politica offensiva di Parigi nei confronti di Roma è, oltre ad essere naturalmente intollerabile, pure inspiegabile. Almeno per il momento. Il governo di Roma non ha, fino ad oggi, tenuto una politica rigorosa in termini di immigrazione clandestina. Molto lontana dal rigore gialloverde (per merito leghista), l’esecutivo si è finora limitato ad emanare direttive e a pronunciare dichiarazioni di principio che però non hanno impedito lo sbarco della stragrande maggioranza dei clandestini sulle nostre coste. Resta davvero isolato, insomma, il caso della nave Ocean Viking, che Parigi stessa prima ha accolto mettendo i puntini sulle i, poi espulso parzialmente attaccandoci, infine sospendendo l’accoglienza di 3.500 rifugiati presenti sul nostro territorio chiedere addirittura in sede europea di boicottarci.

Dunque, perché la Francia sbraita sui clandestini? Sulla base di quale – attualmente, lo ripetiamo, perché i conti si fanno sempre alla fine – inesistente politica di respingimenti da parte di Roma? L’atteggiamento dell’Eliseo sembra pura bagarre da bulli, con il solo risultato utile di fare rumore senza concretezza alle spalle. Certamente, molti Paesi nel Nord Europa vorrebbero rigore nei paesi di primo sbarco (quindi, noi) per ridurre successivamente i movimenti dei clandestini. Ma al momento il principale porto – aperto – resta sempre l’Italia. E dunque domanda torna perentoria: ma cosa diamine vuole Parigi?

Stelio Fergola

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2 Commenti

  1. Giorgia, vogliamo far vedere a Macron come si fanno i cambiamenti nella posizione Italiana? Azzeriamo i contributi alle coop che gestiscono migranti, azzeriamo il personale dei centri di accoglienza, azzeriamo l’assistenza medica. I buonisti avranno un gran da fare per prendersi i clandestini in casa con i rischi che comporta. Vedrai che da buonisti che sono, in un giorno diventano cattivisti.

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