Roma, 7 mar — La Russia va verso l’isolamento telematico dal resto del mondo disconnettendosi «da Internet globale». Lo ha fatto sapere il viceministro dello Sviluppo digitale, Comunicazione e Mass media Cernenko in una comunicazione formale inviata «a tutte le autorità esecutive federali e alle autorità esecutive dei soggetti della Federazione Russa» in cui viene disposto che «entro l’11 marzo tutti i server e domini devono essere trasferiti nella intranet russa».

Entro l’11 marzo la Russia disconnessa da Internet globale

Per quella data, dunque, tutte le risorse e infrastrutture verranno trasferite sulla rete Intranet russa, ossia RuNet; milioni di dati e di nodi della rete saranno dislocati su server e router del territorio russo al fine di rendere «digitalmente autarchico» il Paese. Sono stati i servizi di intelligence occidentali a far trapelare la notizia sulle piattaforme social, allegando la traduzione della nota trasmessa dal ministero agli enti interessati. Dall’11 marzo, a compimento del piano di trasferimento 140 milioni di persone usciranno dall’Internet per ritrovarsi all’interno di un sistema di informazione completamente controllato e gestito dal governo di Mosca. Nei giorni scorsi la Duma russa aveva approvato una legge con la quale prevedeva fino a 15 anni di carcere per chi pubblica «informazioni false» sull’esercito della Federazione. Giorni prima era arrivata la stretta nei confronti dei principali social network, Facebook e Twitter.

Disconnessione, gli otto punti:

La disconnessione dalla rete globale prevede otto punti da rispettare:
1. Verificare la presenza dell’accesso agli account personali degli amministratori nei domini dei siti pubblici in rete Internet. In caso di assenza dell’accesso eseguire le azioni richieste su «ripristina accesso»;
2. Aggiornare e/o rendere più complessa la propria password, modificare la password dell’account personale di chi registra i domini, la password degli amministratori di risorse pubbliche e, se possibile, introdurre fattori di autentificazione aggiuntivi per gli utenti; Passare all’utilizzo dei server Dns localizzati sul territorio della federazione russa;
4. Cancellare dalle pagine html tutti i codici Javascript scaricati dalle risorse estere;
5. In caso di utilizzo di hosting estero, spostare le risorse pubbliche posizionate su di esso verso un hosting russo;
6. In caso di inserimento di una risorsa pubblica nel dominio diverso dalla zona di dominio russo, se possibile spostarla alla zona di dominio «.ru”;
7. Comunicare a tutti gli enti dipendenti l’elenco delle misure di potenziamento delle risorse pubbliche;
8. Informare con lettera ufficiale indirizzata al ministero dello Sviluppo digitale della Russia l’esecuzione delle misure entro il 15 marzo. In caso di indisponibilità delle risorse pubbliche segnalare al ministero dello Sviluppo digitale.

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. Colao… prendi nota, come si proteggono i dati nazionali che intercorrono tra pubblica amministrazione e PA, tra PA e pubblico, magari (!!) aggiungendo cellulari-hardware per uso apposito, dedicato. Tanto per non finire sempre e facilmente nella cacca. Software e tecnici… “militari” ! Tanto comunque i costi rimangono quelli.

  2. Gravissimo è vedere un grande statista come Putin deumanizzato appositamente dai burattini degli usurai e da una nullità come Di Maio, persona indegna che dice che Putin è peggio di un animale e lo fà da Ministro degli esteri, cioè da colui che rappresenta il paese formalmente!E Draghi non lo caccia a pedate, mostrando la stessa mancanza di dignità.Nemmeno Mattarella si è espresso su questa dichiarazione di Di Maio che cancella la nostra passata civiltà’ di popolo italico.

    Ricordiamoci, anche se i media lo nascondono, che le sanzioni alla Russia sono fatte solo da stati che rappresentano meno del 20% della popolazione mondiale!! Paesi enormi non hanno sanzionato e parliamo di Cina,India;Pakistan,Iran,Turchia,Messico,Brasile Argentina, come anche un centinaio di altri paesi. I nostri traditori locali stanno quindi lavorando per distruggere definitivamente l’economia italiana che dopo i danni covid alle imprese e lavoratori vivacchiava ancora un minimo anche grazie alla Russia.L’ obiettivo è la decrescita felice degli usurai, il cui slogan è non avrai niente e sarai felice(si prendono tutto loro)

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