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Hassan_Nasr_Allah__-7__ph__S_A_501602_largeBeirut, 17 feb – Il segretario generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, ha dichiarato ieri attraverso un discorso alla televisione libanese, che la volontà della resistenza siriana alla minaccia terroristica internazionale sta trionfando sotto ogni punto di vista: “La Siria resterà ai siriani, a quel popolo deciso a determinare il proprio destino, il proprio futuro e il proprio leader; rimarrà il polo della resistenza per tutta la regione”. In occasione delle celebrazioni avvenute ieri per la ricorrenza della giornata dei Martiri, nella periferia sud di Beirut, il leader sottolinea che “i progetti di Turchia e Arabia Saudita atti a ricreare l’impero ottomano sono miserabilmente falliti ed è proprio questo il motivo per cui questi governi annunciano l’invio di truppe di terra sul suolo siriano: si sono resi conto che il supporto militare ed economico ai gruppi terroristici non è bastato a piegare il popolo della Siria”.

Oltre a Turchia e Arabia Saudita, Nasrallah si rivolge al governo israeliano: “Per Israele la crisi siriana rappresenta un’opportunità d’oro di presentarsi al mondo arabo come partner economico, in comune interesse con turchi e sauditi, ed è questo il motivo per cui Israele è decisa nel voler ostacolare ogni accordo per la risoluzione del conflitto in Siria”. La presenza diretta di questi paesi nella regione, secondo il leader, potrebbe far sconfinare la crisi in un conflitto su scala non solo regionale ma anche internazionale: “Stanno cercando un modo per sopperire ai loro attuali fallimenti. Anche Israele ha dato supporto logistico e militare alle organizzazioni terroristiche e ha lavorato nel segreto perché consapevole che il governo siriano costituisce una minaccia per questi progetti e interessi nella regione”. Ha infine ribadito che gli alleati della Siria restano al fianco del suo esercito e del suo popolo per garantire l’unità della nazione siriana.

Intanto, le truppe dell’esercito arabo siriano avanzano nel nord del paese, riconquistando, dall’inizio di febbraio, 73 centri abitati e 800 kilometri quadrati di territorio, tra i quali anche la collina di Shalaf, nei pressi di Kinsabba, importante centro strategico al confine con la Turchia.

Ada Oppedisano

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3 Commenti

  1. Sayyed Hassan Nasrallah sembra avere proprio una testa fine.
    Quella che manca da Obama, Kerry, Merkel, Erdogan, per non parlare del povero Mohammad bin Salman Al Sa’ud.

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