Roma, 22 apr – La Russia avrebbe rifiutato la proposta di una tregua durante la Pasqua ortodossa: a lanciare l’accusa il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Questo dimostra quanto i leader di questo Stato – afferma – tengano in considerazione la fede cristiana e una delle feste più importanti e gioiose. Ma noi manteniamo comunque la nostra speranza. La speranza per la pace e che la vita vinca la morte”. Intanto prosegue lo stallo a Mariupol, dove il Reggimento Azov e i marine ucraini sono asserragliati nell’acciaieria Azovstal. Il sito è circondato dalle truppe russe.

L’accusa di Zelensky: “Mosca rifiuta una tregua per la Pasqua ortodossa”

Zelensky va all’attacco di Mosca, sostenendo che non intende concedere il cessate il fuoco per la Pasqua ortodossa, che si celebra domenica 24. E il presidente ucraino contraddice pure le affermazioni del presidente russo Vladimir Putin secondo cui Mariupol è finalmente caduta nelle mani delle truppe russe. Putin è apparso sulla tv di Stato russa con il ministro della difesa Sergei Shoigu per annunciare che aveva annullato l’ordine di prendere d’assalto l’acciaieria Azovstal di Mariupol. Aggiungendo di aver pianificato di sigillare l’impianto “in modo che nemmeno una mosca possa entrare o uscire”. E ha parlato di vittoria riferendosi alla “liberazione” della città.

Il Reggimento Azov e i marine ucraini asserragliati nell’acciaieria non intendono arrendersi

Putin ha anche ribadito la sua richiesta che i combattenti ucraini circondati in città depongano le armi e si arrendano se vogliono aver salva la vita. Ma l’acciaieria continua a resistere ai russi, ha detto Zelensky nel suo video messaggio notturno. “Nonostante quello che gli occupanti dicono di loro”. I circa 2mila militari (secondo fonti russe) asserragliati nel sito siderurgico dal canto loro ribadiscono che non intendono arrendersi. Nonostante la chiara volontà di Mosca di assediare fino allo stremo Azovstal. Parlando alla Bbc, alla domanda su quanti ucraini ci fossero, ancora, nell’acciaieria, il vice comandante di Azov, Svyatoslav Palamar, ha risposto solo: “Siamo abbastanza per respingere gli attacchi“.

Lo stallo a Mariupol potrebbe durare a lungo

A sentire Kiev non è vero che i russi hanno conquistato tutta Mariupol, di cruciale importanza per il controllo del Mar d’Azov, ad eccezione dell’acciaieria, ma soltanto l’80%. Il leader ceceno Kadyrov invece sostiene il contrario e spiega, secondo quanto riporta l’agenzia russa Tass, che le forze russe hanno preso il controllo anche del palazzo dell’amministrazione dell’acciaieria. E che i militari ucraini e dell’Azov rimasti sono nascosti in una zona limitata e circondata del sito. Resta il fatto che la situazione di stallo potrebbe protrarsi a lungo. Infatti non è dato sapere quanti viveri e munizioni abbiano i militari nell’acciaieria né quindi quanto possano resistere all’assedio.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. Hanno davvero preso il vizio di farci sentire solo la campana del guitto, falso come Giuda. Che diritto ha di parlare così, questo stronzo senza religione che ha pure taciuto circa la degenerazione e la corruzione della locale Chiesa, a favore di materialisti ed atei, pure parecchio violenti, senza fine…
    Tornando a certa ns. vigliacca Italia, ma è mai possibile che non ci sia neppure un misero imprenditore, politico, diplomatico che racconti cosa voleva dire operare in quelle terre gestite da maledetti satrapi. Venduti e vigliacchi, tutti. Qualcuno si renderà conto che morirà senza aver detto nulla, rendendo la propria vita ben peggio di quella di un vegetale? Nessuno è esente da difetti ma a rompere i coglioni solo e solamente ai Russi, non funziona.

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