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Barcellona, 20 ott – L’articolo 155 della costituzione spagnola sta per essere attuato. Il governo di Madrid, presieduto da Mariano Rajoy sta per giocare quest’ultima carta pur di ripristinare l’ordine costituzionale in Catalogna. Domani il senato prenderà la decisione. Gli unici contrari all’applicazione dell’articolo sono quelli di Podemos, i quali sostengono che l’articolo 155 non sia la soluzione perché si tratterebbe di una decisione presa unilateralmente.

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Ma a spingere Rajoy verso la revoca dell’autonomia catalana e al suo commissariamento, questo è quanto prevede l’articolo costituzionale in questione, è stata la mancata risposta da parte della Generalitad alle richieste di Madrid. Pugdemont, infatti, non ha fatto altro che prendere tempo, glissano sulla questione della proclamazione dell’indipendenza in seguito al referendum del

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Secondo la costituzione spagnola l’articolo 155 si applica laddove una comunità autonoma non rispetta i propri obblighi legali o costituzionali oppure danneggia l’interesse nazionale. Non è mai stato applicato nella storia della Costituzione spagnola. Solo una volta si minacciò la sua applicazione: contro la Canarie 30 anni fa, quando l’arcipelago non applicò il disimpegno tariffario richiesto dal processo di entrata nell’Unione europea.

Di comunità autonome in Spagna ce ne sono molte, non solo quella catalana. E la stessa autonomia catalana è una galassia fatta di movimenti che non hanno una visione comune in merito alla questione indipendentista, e solo una minima parte punta alla reazione violenta di Madrid pur di attirare l’attenzione sulla questione catalana. Inoltre Andalusia, Paesi Bachi, Galizia sono già sull’attenti per evitare che il governo centrale sia economicamente più magnanimo nei confronti dei catalani pur di mantenere l’unità nazionale. Non si dimentichi che la riforma del sistema di finanziamento delle regioni autonome è da tempo nel calendario politico.

Dalla parte di Rajoy stanno anche i vertici europei, che ritengono quella catalana una problematica interna, che riguarda la Spagna e che, pur non nascondendo il fatto che la situazione sia preoccupante, ribadiscono che l’agenda dell’Unione Europea non ha spazio per alcun tipo di mediazione, iniziativa o azione a livello internazionale volta alla risoluzione della crisi catalana.

Anna Pedri

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