Il Primato Nazionale mensile in edicola

Vienna, 27 giu – Che l’Austria non fosse disposta ad accogliere altri profughi era cosa nota. E che fosse sempre più interessata a pattugliare i propri confini anche. Ora il pugno si fa ancora più duro, tanto che l’esercito si sta addestrando per testare le capacità di gestione di un afflusso in massa di immigrati. Nei giorni scorsi Vienna ha annunciato che le forze armate austriache hanno svolto esercitazioni di pattugliamento ai confini con la Slovenia, inaugurando così una nuova divisione di confine, chiamata Puma. In tutto l’addestramento, che si è tenuto nei pressi del varco di frontiera di Spielfeld, ha previsto l’impiego di circa 500 poliziotti e 220 membri dell’Esercito, che hanno agito in modo congiunto.
La difesa dei propri confini per l’Austria è cosa irrinunciabile, lo ha più volte ribadito il Cancelliere Sebastian Kurz, a cui recentemente ha fatto eco il ministro dell’Interno austriaco, Herbert Kickl: “Uno Stato che, nel peggiore dei casi, non è in grado di proteggere efficacemente le sue frontiere, perde la sua credibilità e sono fermamente convinto che eventi come quelli del 2015 non debbano mai più ripetersi: questo è esattamente il messaggio che vogliamo trasmettere da qui”.
L’esercitazione in questione si è svolta al valico di frontiera con la Slovenia, nei pressi di Spielfeld, laddove tre anni fa 187 mila immigrati della rotta balcanica si riversarono in massa, attraversando il confine sloveno senza venire registrati. Oggi l’Austria vuole parlare al mondo, dando un chiaro segnale, e vuole aumentare la fiducia degli austriaci nelle misure di espulsione al confine. Soprattutto perché c’è il timore che siano 80mila i cosiddetti “migranti” che dalla Grecia si vogliono dirigere in Europa occidentale e centrale passando per Albania, Bosnia e Slovenia. Secondo la polizia si tratta di giovani maschi che in alcuni casi sono “affiliati al terrorismo”.
Il pugno duro austriaco è destinato a riflettersi anche su scala europea, dal momento che dal primo luglio Vienna assumerà la presidenza di turno dall’Unione europea. Difficile un cambio di passo nei confronti dell’accoglienza indiscriminata, più probabile l’imposizione della sua linea di fermezza a tutti gli stati membri dell’Unione, mediante controlli serrati alle frontiere. L’Italia in tutto questo rischia di rimanere ancora una volta con il cerino in mano, dato che il ministro degli Esteri austriaco, Karin Kneissl, è stato chiaro nell’affermare che Vienna è “pronta a rimandare in Italia i profughi respinti dalla Germania“.
Anna Pedri

La tua mail per essere sempre aggiornato

5 Commenti

  1. …” “pronta a rimandare in Italia i profughi respinti dalla Germania“. Perché in italia e non respinti in Germania? Credono che l’Italia sia un ”cassonetto”? Che il nostro ESERCITO, sia pronto ad affrontare i migranti e la polizia austriaca, per rispedirli alla merkel..

Commenta