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Bruxelles, 6 lug – Se non fai propaganda Lgbt nelle scuole, sei un nemico dell’Europa. È questo il messaggio che la Commissione Ue ha lanciato all’Ungheria di Viktor Orbán. Da Bruxelles, infatti, fanno sapere che è quasi pronta una lettera di infrazione per Budapest. La pietra dello scandalo, ovviamente, è rappresentata dalla contestatissima legge anti-Lgbt recentemente approvata in Ungheria. Il portavoce Christian Wiegand è stato categorico: «La Commissione Ue userà tutto ciò che è in suo potere per garantire che i diritti di tutti i cittadini dell’Unione siano garantiti».



Galeotta fu la legge anti-Lgbt dell’Ungheria

Gli eurocrati di Bruxelles, naturalmente, sanno benissimo che la legge anti-Lgbt voluta dall’Ungheria non toglie alcun diritto a chicchessia. A meno che non si voglia sostenere che un bambino delle elementari ha il diritto di farsi leggere le favole da una drag queen. Perché è proprio questo che vuole contrastare la legge di Orbán: la sessualizzazione precoce dei più piccoli e la diffusione dell’ideologia gender tra i minori, il tutto mascherato da «apertura alla diversità». Ma di questo, si sa, non interessa nulla a nessuno: l’importante è attaccare Budapest brandendo, per l’occasione, una clava arcobaleno. Una volta è la difesa dei confini (porte chiuse ai migranti), stavolta è la difesa delle famiglie (niente propaganda Lgbt nelle scuole).

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Il bluff di Bruxelles

I toni della Commissione Ue sono bellicosi: «Non siamo ancora nella fase in cui possiamo dire che una lettera di infrazione è stata inviata, ma non resteremo a lungo senza agire. Una lettera di messa in mora richiede tempo, e faremo annunci quando sarà il momento», ha dichiarato Dana Spinant, altra portavoce di Bruxelles. Anche Wiegand è perentorio: «Non esiteremo ad agire, in qualità di guardiani dei Trattati». Insomma, l’Unione continua ad avere in odio Orbán e non perde occasione per attaccare l’Ungheria, trovando appigli ovunque, come la legge anti-Lgbt trasformata dagli strilloni brussellesi in una «norma anti-gay» (cosa che assolutamente non è). Non ci resta che attendere fiduciosi e leggere la famigerata lettera d’infrazione. Per capire fino a che punto Bruxelles è intenzionata a giocarsi il suo bluff.

Elena Sempione

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2 Commenti

  1. Gli illuministi di Bruxelles stanno perdendo i ns. soldi e pezzi perché l’ unico interesse è intascare subito per loro, fin tanto che possono con il nozionismo del progresso verso il nulla. Chi più è vicino alla verità più si ribella!

  2. Bruxelles UE non può dichiarare la guerra a nessuno, visto che è pagata da tutti, cani e porci. Altre defezioni e chiude baracca e burattini… Sceneggiate per non mollare la presa aspirante sulle ricchezze delle malcapitate nazioni aderenti!

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