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Islamabad 27 lug – Imran Khan ha vinto le elezioni pakistane. L’ex campione di cricket, amico di esercito e islamisti radicali, ha annunciato in diretta tv la vittoria alle elezioni amministrative del Pakistan e ha dichiarato che “finalmente”si ha la possibilità di “cambiare il destino di questo Paese”. L’opposizione ha gridato ai brogli, in particolare Shahbaz Sharif, fratello del precedente primo ministro Nawaz Sharif che è stato condannato a dieci anni di carcere per corruzione, ha dichiarato via twitter che il risultato di queste elezioni causerà “danni irrimediabili per il paese”. I dati che arrivano dalle urne pakistane pur non essendo ancora definitivi vedono in netto vantaggio sui rivali il partito di Khan, che tuttavia non sarebbe riuscito a ottenere le maggioranza assoluta e per questo sarà costretto a formare una coalizione per governare.
Imran Khan era il superfavorito della vigilia. Leader del Pakistan Tehreek-e-Insaf, oltre ad avere un passato nel cricket, ha la fama da playboy, che strizza l’occhio ai musulmani conservatori che chiedono la difesa dell’applicazione della pena di morte anche per il reato di blasfemia. Apprezzato dall’elettorato di etnia pashtun Imran Khan ha condotto una campagna elettorale in nome della moralizzazione della vita pubblica secondo forti connotazioni islamiche, in nome di un Pakistan libero dalla corruzione.
In patria, dove ha sempre goduto di grandissima popolarità, lo chiamano “Taliban Khan”. Il suo partito Pakistan Tehreek-e-Insaf, il Movimento per la Giustizia del Pakistan, è a vocazione centrista, nazionalista e anti-sistema, e ha l’obiettivo di creare un modello di stato sociale, democratico, moderno e islamico. Fino al 2003 in Parlamento aveva un solo seggio, per passare poi nel 2013 a 35 seggi. Oggi ne ha guadagnati ben 119, troppo pochi però per governare da solo.
Il voto in Pakistan, che ha visto un’affluenza stimata tra il 50 e il 55%, si è svolto in un pesante clima di violenza, ed è stato anticipato da pesanti attentati dove simo rimasti uccisi alcuni candidati. L’ultimo attentato è avvenuto proprio il giorno delle elezioni, a Quetta, dove sono morte oltre 30 persone in un attacco kamikaze.
Anna Pedri



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