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Beirut, 29 gen – Sono accesissime e violente le proteste contro il lockdown a Tripoli, in Libano. Si contano centinaia di feriti e un morto. A Tripoli un uomo di 30 anni è morto e oltre 220 persone sono rimaste ferite. Gli scontri hanno visto avuto come protagonisti manifestanti anti lockdown e forze di sicurezza. Le restrizioni contro il contagio da coronavirus hanno determinato un severo deteriorarsi delle condizioni di vita della popolazione: Tripoli, infatti, è la seconda città del Libano per grandezza ma è anche quella più povera.

Le proteste hanno avuto inizio lunedì, e non si sono placate, andando avanti fino a mercoledì notte: centinaia di giovani sono scesi in piazza, spesso cercando (e trovando) lo scontro fisico con gli uomini delle forze dell’ordine. Mercoledì, ad esempio, i manifestanti hanno cercato più volte di forzare la sede del municipio. Ordigni incendiari sono stati lanciati contro la polizia che, a sua volta, ha risposto usando idranti per disperdere la folla, nonché gas lacrimogeni e proiettili di gomma.

Libano, coprifuoco di 24 ore su 24

Secondo Rai News, sarebbero 226 le persone rimaste ferite negli scontri, di cui 26 poliziotti, mentre un uomo di 30 anni ha perso la vita. Il governo del Libano ha imposto un coprifuoco nazionale di quasi un mese di 24 ore su 24. La durata è prevista fino all’8 febbraio. Come in molti Paesi colpiti dalla pandemia di coronavirus, il Libano sta subendo dei forti contraccolpi economici: basti pensare che la moneta libanese ha perso oltre l’80% del suo valore. Le banche si sono trovate “costrette” a imporre un controllo sui prelievi. Disoccupazione e inflazione hanno gettato nella completa disperazione il popolo libanese.

Ilaria Paoletti

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2 Commenti

  1. Il Libano non è l’Italia in cui, con un numero di vittime quattro volte maggiore su 100.000 abitanti e restrizioni molto più severe, non è successo proprio niente.

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