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Roma, 14 ott – La nota Ong americana More than me ha ammesso che in Liberia il cofondatore dell’organizzazione violentò ripetutamente delle ragazze, molte delle quali minorenni. A rivelarlo è un articolo del quotidiano francese Le Monde, che ha spiegato come le scuse della Ong siano arrivate in seguito alle inchieste del sito statunitense Pro Publica e del Time. Ad abusare delle ragazze africane fu proprio Macintosh Johnson, uno dei fondatori di More than me, che le avrebbe violentate più volte in una scuola (fondata dall’organizzazione stessa) di una baraccopoli della capitale liberiana, Monrovia. Johnson è morto di AIDS nel 2016 e si teme che possa aver contagiato molte delle sue vittime, alcune delle quali all’epoca avevano 10 anni.
“Abbiamo dato a Johnson un potere che ha sfruttato abusando dei bambini – ha dichiarato l’Ong – queste dinamiche di potere hanno ostacolato la capacità del team di segnalare immediatamente questi abusi alla nostra direzione. La nostra direzione avrebbe dovuto riconoscere prima i segnali”. Scuse che indubbiamente appaiono insufficienti, fuori tempo massimo e pure vergognose se consideriamo che arrivano soltanto all’indomani di un’inchiesta che ha dimostrato le colpe di Johnson.
Il cofondatore dell’Ong americana fu infatti arrestato in seguito alla denuncia da parte di alcune vittime e, secondo il sito Pro Publica, nel 2015 il processo a suo carico fu sospeso perché vi era il forte sospetto di tangenti. Quando nel 2016 avrebbe dovuto tenersi di nuovo, Johnson morì. Per i suoi progetti in Africa occidentale, l’Ong raccolse più di otto milioni di dollari di fondi, di cui circa 600 mila dollari devoluti dal governo degli Stati Uniti. More than me aveva anche l’appoggio dell’allora presidente della Liberia, Ellen Johnson Sirleaf, vincitrice tra l’altro del premio Nobel per la pace.
Eugenio Palazzini

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