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Deir Ezzor, 4 ago – L’Isis ha bisogno di nuove reclute, e per farlo arruola forzatamente i giovani tra i 20 e i 30 anni, chiamati alle armi per la battaglia di Deir Ezzor. Dopo quella di Mosul e insieme a quella di Raqqa, la battaglia siriana di Deir Ezzor deciderà le sorti dell’autoproclamato Stato Islamico. A confrontarsi con l’Isis l’esercito governativo di Assad e le forze russe, che da una settimana stanno guidando l’offensiva verso l’ultima grande città siriana parzialmente in mano al Califfo e ai suoi adepti.

L’Isis a Deir Ezzor si sta giocando il tutto per tutto e per questo ha chiamato a raccolta tutti gli uomini tra i 20 e i 30 anni per arruolarli, anche con la forza se serve. La città è stata tappezzata di manifesti e sono stati distribuiti volantini in cui si invitano gli uomini in target a recarsi all’ufficio postale per l’arruolamento in modo da combattere l’esercito di Assad. Se entro una settimana i futuri jihadisti non si presenteranno spontaneamente in uno dei punti di raccolta dei futuri combattenti, l’Isis passerà alle maniere forti. Prima di andare in trincea, però, i futuri miliziani dovranno sostenere un periodo di addestramento

Ormai combattere tra le fila del sedicente Califfato sembra non essere più molto in voga, forse anche per il fatto che la paga dei combattenti è ormai lontana dalle cifre e dai benefit previsti quando l’avventura dell’Isis è cominciata. Lo dimostra il fatto che anche i foreign fighters sono sempre meno in Siria e Iraq, essendo molti di loro tornati in patria a spargere terrore.

Da settimane, inoltre, lo Stato Islamico ha perso ampi territori conquistati tra il 2013 e il 2014 in Siria e in Iraq. Dopo la cocente sconfitta irachena di Mosul, dove l’Isis è stato praticamente sconfitto su tutti i fronti, in Siria il Califfo vuole mantenere Raqqa e Deir Ezzor, dove pare sia stata temporaneamente trasferita la capitale del califfato, per via della totalità dell’appartenenza all’islam sunnita dei suoi abitanti. Un elemento che potrebbe fare da collante per combattere contro le milizie di Assad, che invece è musulmano alawita. E soprattutto perché a Deir Ezzor pare si siano rifugiati molti dei capi dell’Isis sconfitti altrove, che hanno sete di vendetta.

Anna Pedri

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