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Roma, 3 apr – Londra è ormai una città più violenta di New York. Stanotte, nell’arco di un’ora, ci sono state due sparatorie: una ragazza di 17 anni è morta colpita da un proiettile alla testa a Tottenham ed un ragazzo di 16 anni è rimasto gravemente ferito nell’area di Walthamstow, nord est della capitale britannica. Lo riporta la Bbc.
Dall’inizio dell’anno sono oltre trenta gli omicidi compiuti a Londra. Siamo di fronte a un’escalation, visto che a febbraio a Londra sono state uccise 15 persone, contro le 14 di New York e solo nella settimana dal 14 al 20 marzo hanno perso la vita ben otto persone, tutte sotto i 30 anni. L’ultima vittima, un ragazzo di 20 anni, è stato accoltellato a morte fuori da un locale in un quartiere a sud ovest della capitale.
Ma cosa c’è dietro questa primato negativo di Londra, che per la prima volta nella storia ha superato New York per numero di omicidi? Secondo gli esperti, a parità di popolazione (circa otto milioni di persone) la Grande Mela è riuscita a ridurre gli atti criminali grazie a una politica di tolleranza zero da parte della polizia. E il giro di vite ha funzionato: negli ultimi venti anni gli omicidi sono passati da 2.000 a 230 l’anno. Una riduzione drastica.
A Londra, invece, i crimini sono aumentati pericolosamente: qui il rischio di rapina in casa è sei volte più alto che a New York, quello di essere derubato una volta e mezzo e quello di subire una violenza sessuale tre volte superiore. Il comune di Londra ha provato a rassicurare gli abitanti sottolineando che “resta una delle città più sicure al mondo”. E la Met Police, la polizia della capitale, ha annunciato il dispiegamento di altri 100 agenti per fronteggiare i crimini.
Ma al di là dei proclami, tutto il “merito” va senza dubbio a Sadiq Khan, il sindaco di origini pakistane, laburista, paladino dei matrimoni gay e del multiculturalismo, convinto assertore del fatto che una maggiore integrazione tra immigrati e residenti avrebbe ridotto la criminalità. Ricetta fallimentare, che ha gettato la capitale britannica nella violenza.
Siamo alle solite, i londinesi si ritrovano costretti a vivere in una città mai così pericolosa perché il sindaco in campagna elettorale aveva assicurato che avrebbe potenziato la sicurezza (oltre che spalancare le braccia a chi ha difficoltà a integrarsi, lui che è musulmano praticante). Il risultato è sotto gli occhi di tutti: Londra è un modello da evitare come la peste. Anche perché ci sono tante altre metropoli europee – prendiamo Berlino – dove il crogiolo di razze e religioni funziona un po’ di più anche e soprattutto grazie a una maggiore sicurezza.
Adolfo Spezzaferro



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