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Roma, 22 feb – Nell’attacco in Congo contro un convoglio delle Nazioni Uniti, questa mattina sono rimasti uccisi l’ambasciatore Luca Attanasio e un giovane carabiniere della sua scorta, Vittorio Iacovacci.



Luca Attanasio, chi era l’ambasciatore italiano ucciso in Congo

Il diplomatico italiano era nato a Saronno (Varese) il 23 maggio 1977 e lascia tre bambine, avute insieme alla moglie di origini marocchine Zakia Seddiki. Quest’ultima è fondatrice e presidente della Ong Mama Sofia, un’organizzazione composta da volontari italiani e internazionali sorta a Kinshasa nel 2017. Mama Sofia porta avanti diversi progetti umanitari in Congo, in particolare per i bambini nei settori sanitario, dell’educazione e di accesso all’acqua. Sempre dal 2017 Luca Attanasio era Capo Missione nella capitale della Repubblica Democratica del Congo e nell’ottobre 2019 venne confermato in Sede in qualità di Ambasciatore Straordinario Plenipotenziario.

Laureatosi nel 2001 alla Bocconi di Milano in Economia aziendale, in seguito a un breve percorso come consulente aziendale e un master in Politica internazionale, Attanasio intraprese la carriera diplomatica nel 2003. Inizialmente venne assegnato alla Farnesina alla Direzione per gli Affari Economici e poi alla Segreteria della Direzione Generale per l’Africa. Nel 2004 divenne Vice Capo Segreteria del Sottosegretario di Stato con delega per l’Africa e la Cooperazione Internazionale. La sua carriera all’estero iniziò nel 2006, quando venne nominato a Capo dell’Ufficio Economico e Commerciale presso l’Ambasciata italiana a Berna, in Svizzera. In Africa arrivò nel 2010, come Console Generale reggente a Casablanca, in Marocco.

Nel 2013 Attanasio rientrò in Italia, alla Farnesina, con l’incarico di Capo Segreteria della
Direzione Generale per la Mondializzazione e gli Affari Globali. Per poi tornare in Africa nel 2015 come Primo Consigliere presso l’Ambasciata italiana in Abuja, in Nigeria.
Dal 5 settembre 2017 si trovava in Congo, come detto prima come Capo Missione e poi come Ambasciatore Straordinario Plenipotenziario accreditato nella Repubblica Democratica. L’estate scorsa aveva ricevuto a Camerota il premio Nassiryia per la pace.

Chi era il carabiniere ucciso

Vittorio Iacovacci, carabiniere rimasto ucciso nello stesso attacco terroristico di stamani, faceva parte della scorta di Attanasio. Effettivo al Battaglione Gorizia dal 2016, il militare italiano era originario di Sonnino (Latina) e avrebbe compiuto 31 anni a marzo. La caserma di Gorizia è la stessa dalla partirono i militari rimasti uccisi 17 anni fa nella strage di Nassiriya. Come l’ambasciatore Attanasio, il carabiniere italiano è morto per le ferite riportate dopo l’attacco armato contro il Convoglio Onu.

Eugenio Palazzini



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