Roma, 6 mag – Il Presidente della Bielorussia, Aleksander Lukashenko, ha parlato ai microfoni di Associated Press. Una lunga intervista durata circa novanta minuti e che si è tenuta presso il Palazzo dell’Indipendenza di Minsk. In un momento in cui il conflitto fra Russia e Ucraina pare potersi allargare, le parole del principale alleato del Cremlino non possono di certo passare inosservate.

«La guerra si sta trascinando», le preoccupazioni della Bielorussia

Da quanto detto da Lukashenko emergono segnali contrastanti. Se la vicinanza con Putin, definito un «fratello maggiore», non viene messa in discussione, traspare qualche incertezza riguardo l’andamento delle ostilità. Secondo Lukaschenko: «La guerra si sta trascinando», un concetto ripetuto più volte durante l’intervista.

Probabilmente Minsk si aspettava una risoluzione del conflitto in tempi brevi, mentre a 10 settimane dall’inizio dell’invasione russa non si riesce a vedere una via d’uscita. Sull’effettiva riuscita delle operazioni militari, però, glissa: «Non sono abbastanza immerso in questo problema per dire se stia andando secondo i piani, come dicono i russi».

Le responsabilità americane nel conflitto: «Tutto finirebbe in una settimana, se solo Joe Biden lo volesse»

Di una certa rilevanza il fatto che Lukashenko parli di «guerra» e non di «operazione militare speciale», andando in qualche misura contro la narrazione da parte russa. Più netta la difesa delle ragioni dell’invasione, affermando che Mosca fosse costretta ad agire, perché «provocata da Kiev».

Guerra che Minsk vorrebbe vedere concludersi presto: «Non accettiamo categoricamente nessuna guerra. Abbiamo fatto e stiamo facendo tutto affinché non ci sia una guerra. Grazie soprattutto a me i negoziati tra Ucraina e Russia sono iniziati». Negoziati che però sembrano già naufragati.

Non solo l’inizio, ma anche la continuazione della guerra sarebbero una responsabilità occidentale: «Tutto finirebbe in una settimana, se solo Joe Biden lo volesse. Ma gli Usa vogliono cogliere l’attimo, e affondare la Russia con la guerra in Ucraina». Tutto rientrerebbe quindi in un disegno egemonico americano, teso a rafforzare la propria supremazia sul mondo e neutralizzare i propri avversari. Infatti, secondo Lukashenko, dopo la Russia «toccherà alla Cina».

«L’Occidente può dormire sonni tranquilli», il ruolo della Bielorussia nello scenario internazionale

Lukashenko cerca di dare un’immagine tranquillizzante del proprio paese, ritagliandosi un ruolo di pacificatore e di mediatore: «Noi non minacciamo nessuno. Primo perché non possiamo farlo, e secondo perché sappiamo chi si oppone a noi, e scatenare qualunque tipo di conflitto non è nel nostro interesse. L’Occidente può dormire sonni tranquilli». Una dichiarazione che in parte sembra anche un’ammissione di debolezza.

In questa direzione vanno anche le preoccupazioni per una possibile escalation atomica: «L’utilizzo di armi nucleari in Ucraina sarebbe inaccettabile. Non solo perché è vicino a noi, ma perché questa scelta finirebbe per scagliare il globo terrestre fuori dalla sua orbita, chissà dove». Tuttavia Lukashenko lascia il pallino del gioco al Cremlino: «Non so se la Russia sia davvero capace di farlo, questo bisognerebbe chiederlo a Putin»

Viene da chiedersi quale sia l’esatto valore del clima distensivo di questa intervista. Se quelli della Bielorussia siano segnali di stanchezza che dovrebbero preoccupare Mosca o se non sia la proverbiale calma prima della tempesta.

Michele Iozzino

Ti è piaciuto l’articolo?
Ogni riga che scriviamo è frutto dell’impegno e della passione di una testata che non ha né padrini né padroni.
Il Primato Nazionale è infatti una voce libera e indipendente. Ma libertà e indipendenza hanno un costo.
Aiutaci a proseguire il nostro lavoro attraverso un abbonamento o una donazione.

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

5 Commenti

  1. Una cosa pare sicura, da quelle parti son sempre più franchi che dalle nostre parti… Non ci vuole molto… osserverà qualcuno… forse.

Commenta