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Bruxelles, 1 feb – “Gibilterra è una colonia della Corona britannica. C’è una controversia tra Spagna e Regno Unito che riguarda la sovranità su Gibilterra, un territorio per il quale occorre trovare una soluzione alla luce delle risoluzioni e delle decisioni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite”. Così l’Unione Europea si è espressa, in una nota pubblicata in calce di un documento sui visti, nel caso di una Brexit senza un accordo tra Londra e Bruxelles.

La formula è stata inserita su richiesta della Spagna, che da tempo si scontra con la Gran Bretagna su Gibilterra. “Gibilterra non è una colonia ed è completamente inappropriato descriverla in questo modo”, ha protestato Downing Street, replicando al documento dell’Ue. Dello stesso avviso l’ambasciatore britannico che, durante la riunione dei 28 alti diplomatici dell’Ue, ha risposto alla nota in modo piccato.

Nonostante l’evidente “spinta” spagnola, che ha voluto premere sull’Ue per inserire questa formula e al di là della definizione in sé, Gibilterra a tutti gli effetti è un territorio d’Oltremare del Regno Unito. Nel referendum del 1967 la maggioranza degli abitanti aventi diritto al voto, optò per il mantenimento di dipendenza britannica. E nel 2002 il 98% degli aventi diritto al voto rigettò la proposta di condivisione di sovranità tra Spagna e Regno Unito.

E’ quindi indubbio che gli attuali abitanti di Gibilterra preferiscano riconoscere come capo di Stato la Regina di Inghilterra, avvalendosi di un reggente in loco che fa le sue veci. Ma è altrettanto chiaro che con la Brexit si apriranno ulteriori discussioni sulla questione, nonché pressioni da parte della Spagna.

Eugenio Palazzini

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