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Roma, 17 mar – Gli Stati Uniti denunciano spesso attacchi hacker da parte dei russi. Certo, talvolta spuntano fuori anche i nordcoreani e i cinesi, ma nessuno viene accusato più dei russi. A tal punto che la Casa Bianca lo scorso agosto ha annunciato di aver accertato la matrice del più grande attacco informatico “degli ultimi cinque anni” a vari dipartimenti americani. Per il governo Usa i colpevoli sono loro e soltanto loro: gli hacker russi. Anzi, per l’esattezza nella fattispecie sarebbe proprio il Cremlino ad aver ordito una campagna di spionaggio, talmente sofisticata che nessuno si è accorto di niente per mesi.



Gli hacker russi all’attacco

Così i russi, sempre loro ovviamente, sono riusciti a rubare le informazioni di molte istituzioni e organizzazioni americane: dal Dipartimento del Tesoro alll’Fbi, passando pure per un’agenzia statunitense che si occupa di internet e telecomunicazioni. Facile ironia a parte, è senz’altro possibile che Mosca sia responsabile di questi attacchi. Può d’altronde essere vero anche il contrario, cioè che gli Usa attacchino le agenzie russe. A meno che non si pensi che la cyberwar in atto sia pura fantascienza. Parliamo insomma di potenze che usano le armi migliori che hanno a disposizione per mettere in crisi il rispettivo nemico.

L’hacker era un adolescente americano

Peccato che mentre gli Stati Uniti si affannavano a scovare il tremendo hacker russo della situazione, avessero in casa un ragazzino di 17 anni in grado di violare persino l’account Twitter di Joe Biden. Si tratta di Graham Ivan Clark, adolescente di Tampa, Florida. E d’accordo Tampa è vicina a St. Petersburg, ma non a “quella” St. Petersburg. Non parliamo insomma di un cattivissimo agente dell’ex Kgb nascosto in un hangar della vecchia Leningrado.

L’americanissimo 17enne fu arrestato a luglio 2020 e tutti rimasero di sasso. Possibile che un tal giovanotto sia stato in grado di bucare il profilo del futuro presidente Usa? Il procuratore dello Stato della Florida, Andrew Warren, si precipitò a puntualizzare: “Non è un 17enne qualunque”. D’altronde Clark era riuscito pure ad hackerare i profili Twitter di Barack Obama, Bill Gates, Jeff Bezos ed Elon Musk. Manca qualcuno? Ah sì, il piccolo hacker aveva bucato pure i profili di Kim Kardashian e del rapper Kanye West. Riusciva insomma, a quanto pare senza troppe difficoltà, a penetrare gli account di chiunque. Nessuno era in grado di fermarlo, nonostante certi personaggi abbiano team appositi. Tecnici sulla carta ferratissimi e che dovrebbero essere in grado di impedire la violazione almeno dei profili social.

Ma il giovane americano era riuscito pure a rubare criptovaluta per un valore di 100mila dollari, con una stratagemma apparentemente banale. Aveva infatti chiesto ai follower di inviare bitcoin a un normalissimo indirizzo Internet, garantendo che avrebbe raddoppiato i loro soldi. Se il truffatore è sempre dietro l’angolo, è pur vero che i fessi che abboccano si sprecano. Ieri Graham Ivan Clark, sbarbatello hacker residente a Tampa, Florida, si è dichiarato colpevole ed è stato condannato a 3 anni di carcere più altri 3 di libertà condizionata. Maledetti russi.

Eugenio Palazzini



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