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Parigi, 10 dic – C’è molta attesa per il discorso di Emmanuel Macron alla nazione, che verrà pronunciato dal presidente stasera alle 20. Dalle prime indiscrezioni, pare che l’inquilino dell’Eliseo sia pronto a fare mea culpa: «Ho fatto cavolate», avrebbe ammesso venerdì scorso in un incontro con i sindaci. Di certo, la sua autorevolezza in patria e all’estero è seriamente ridimensionata. Irriso da Donald Trump su Twitter, Parigi ha riposto a muso duro: «Noi non interveniamo sulla politica interna americana e ci piacerebbe fosse reciproco». Anche in questo caso, inoltre, fioccano le accuse di routine alla Russia, sospettata di aver esercitato «ingerenze», ipotesi prontamente smentita da Vladimir Putin.
Macron, ad ogni modo, è pronto a fare delle concessioni ai gilet gialli per smorzare la protesta e salvare la poltrona. Il rischio, infatti, è che l’intransigenza presidenziale porti sabato prossimo a un quinto atto della protesta, scatenando la guerriglia urbana a pochi giorni dalle feste natalizie. Tra le concessioni che il presidente francese annuncerà stasera ci sono tagli alle tasse, aumento dei sussidi e delle pensioni minime, rinuncia all’ecotassa, e forse anche un rimpasto di governo: il sacrificato potrebbe essere addirittura il primo ministro Édouard Philippe. In ogni caso, la Francia macroniana, quella che doveva essere il focolaio della riscossa anti-populista, si va sempre più sgretolando.
Valerio Benedetti

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