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Parigi, 27 lug – Lo scandalo che sta investendo da giorni il Presidente Macron non pare sul punto di fermarsi. Anzi. I francesi sono attaccati a radio e tv ad ascoltare nuove rivelazioni sempre più imbarazzanti per il numero uno dell’Eliseo. E la “saga Macron” si arricchisce ogni giorno di nuovi personaggi e colpi di scena.
A innescare la miccia, curiosamente, il quotidiano mondialista per antonomasia Le Monde, a suo tempo grande sponsor elettorale per il candidato di En Marche. Il quotidiano parigino aveva rilevato e pubblicato le immagini della guardia del corpo personale del Presidente,  Alexadre Benalla, che picchiava un manifestante durante i cortei del Primo Maggio.
Benalla, origini magrebine 26 anni, ombra del presidente, rivestiva il ruolo di capo della sicurezza di Macron fino allo scoppio dello scandalo. Ma c’è il sospetto che fosse un infiltrato dei servizi segreti marocchini. Inoltre i giornalisti hanno scoperto che Benalla godeva di incredibili favori: appartamento privato a due passi dall’Eliseo (lo stesso dove Mitterand ospitava la sua amante), e  benefit di tutti i tipi. Davanti a tanti privilegi è riemersa sui giornali  la voce dell’omosessualità di Macron “coperta” dall’anziana moglie Brigitte.
Benalla intervistato da Le Monde ha cercato di spiegare la sua verità. Ma senza grandi fortune. Basti vedere questa risposta “.. tutto l’Eliseo si basa su quello che ti si può attribuire in termini di vicinanza al capo dello Stato. Se ti ha sorriso, se ti ha chiamato per nome… è un fenomeno da corte monarchica”. Parole che hanno ulteriormente stizzito l’opinione pubblica. Non solo. Dietro all’ immagine patinata del giovane Presidente uscito dall’Ena, già banchiere da Rothschild, appaiono profili di collaboratori perlomeno sorprendenti. Ma la corte dei miracoli annovera anche il controverso avvocato Karim Achoui, radiato dall’ordine e fondatore della Lega della difesa giudiziaria dei musulmani. Non finisce qui. L’elenco comprende tale “Makao”, rugbista congolese già bodyguard di diversi rapper prima di servire il Presidente. Dall’ alto dei suoi 2,13 metri è stato nel servizio d’ ordine di En Marche durante la campagna elettorale. Il problema è che questo gigante è stato ripreso in un video a giocare a playstation con Jawad Bendaoud, più noto per essere stato rinviato a giudizio dopo aver ospitato alcuni dei terroristi degli attentati del 13 novembre 2015 al Bataclan. “Makao” non è stato portato all’ Eliseo ma comunque era tra i fedelissimi invitati da Macron qualche settimana fa nel palazzo presidenziale per festeggiare il primo anno dell’ elezione.
Questo enorme pasticcio sta rianimando le opposizioni nel parlamento francese. Con prospettive nuove. Cresce infatti la suggestione di un asse rosso-nero. La sinistra Radicale di Melenchon e la destra identitaria di Marine Le Pen sono dalla stessa parte della barricata. E se gli uomini di Macron parlano di “Unione nauseabonda” e ”strampalata convergenza delle opposizioni”. Le prove di dialogo continuano. Ma l’esempio italiano con la coalizione gialloverde al governo adesso fa paura all’Eliseo.
Anna Pedri
 





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