Roma, 9 giu – A Madrid è lotta al “manspreading”. Se vi state chiedendo cosa sia, significa che non siete adeguatamente sensibilizzati sulle grandi piaghe sessiste della contemporaneità. “Manspreading” è “l’invasione machista dello spazio”, secondo quanto afferma il collettivo “Mujeres en lucha y madres estresadas”, “Donne in lotta e madri stressate”. In pratica, il fatto di viaggiare in metropolitana a gambe aperte, occupando troppo spazio. Una pratica che, secondo l’autorevole collettivo, segna solo un altro capitolo della millenaria dominazione dell’uomo sulla donna.

Il problema è che questa vera e propria follia paranoica, anziché essere limitata a gruppuscoli di attiviste dalle capigliature discutibili e dall’igiene lacunosa, è stata addirittura raccolta dalla giunta comunale della capitale spagnola. E quindi la Emt, Empresa Municipal de Transportes, il servizio pubblico della capitale spagnola, ha deciso di introdurre nei pannelli informativi degli autobus con un’icona che barra un uomo stravaccato sul sedile. Ovviamente la maleducazione sui mezzi pubblici è una cattiva abitudine da biasimare. Altro, invece, è farne una crociata isterica, ultimo pretesto per la messa in croce del maschio. Per il collettivo, che su Change.org ha spiegato le ragioni della sua battaglia, alle origini di questo fenomeno si anniderebbe una profonda questione di genere: come le donne sono state abituate sin da piccole a sedersi con le gambe chiuse, agli uomini è stata trasmessa l’idea di gerarchia e territorialità che li fa sentire legittimati ad occupare lo spazio altrui come se fosse il loro.

Ovviamente, in una società normale chi proponesse una questione del genere passerebbe il resto della sua vita prendendo 5 pillole al giorno in una struttura ben protetta. Nella nostra, di società, le cose vanno diversamente. Quello di Madrid, del resto, non è un caso inedito. Le agenzie dei trasporti pubblici di New York e Seattle hanno già lanciato campagne simili. Non tutti, però, cedono all’idiozia. L’attivista femminista Cathy Young ha bollato queste campagne come “pseudo femminismo”. E molti maschi hanno replicato denunciando il fenomeno del “she-bagging”, cioè l’abitudine femminile di occupare più posti sui mezzi pubblici con le loro borse. Uno scontro tra i sessi di cui non si sentiva la mancanza, quando in realtà l’unico scontro che qui è in campo è quello tra salute mentale e follia (femminista).

Adriano Scianca

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9 Commenti

  1. E’ assurdo! Da dove viene questo odio verso gli uomini? Perchè nessuno protesta?

    Dove sta scritto che ‘agli uomini è stata trasmessa l’idea di gerarchia e territorialità che li fa sentire legittimati ad occupare lo spazio altrui come se fosse il loro’? A me nessuno ha mai detto una cosa del genere, e sicuramente non è una cosa che penso.

    Forse gli uomini non tengono le gambe chiuse perchè hanno dei testicoli in mezzo alle gambe. Cosa devo fare? Mi devo castrare prima di prendere i mezzi pubblici?

    Se qualcuno, uomo o donna, occupa troppo spazio, glielo fai notare. Ma se non vuoi rischiare di sfiorare accidentalmente uno sconosciuto, non prendi i mezzi pubblici.

  2. A me capitò anni fa alla metro di Milano con un nordafricano seduto vicino a me a gambe larghissime al quale avrei dato volentieri un pugno sulla testa. Riguardo chi occupa posti con le borse bisognerebbe far loro notare che le borse non sono esseri umani, altrimenti dovrebbero pagare un biglietto supplementare per il posto in più che occupano.

  3. Ma perché essere “di destra” deve corrispondere a certe posizioni preconcette? Per esempio io mi ritengo tendenzialmente di destra, ma sono un estimatore del gentil sesso al quale riconosco molte prerogative di superiorità rispetto ai maschi; sono ecologista; sono contro la caccia… Ma apprezzo molto le iniziative sociali del fascismo; sono per la meritocrazia; non sopporto certo peloso e ipocrita pietismo tanto di moda nella nostra società rammollita… e, per farla breve, sono assolutamente d’accordo con chi, persone o istituzioni, si prende la briga di raccomandare e, se necessario, imporre un po’ di buona educazione e, in particolare, un po’ più di rispetto per le donne e per il prossimo in generale!

    • Mi scusi Giorgio, ma lei pensa veramente che esista questo problema dilagante legato al sesso maschile e consistente nel cercare di invadere lo spazio altrui, principalmente quello femminile, nei mezzi pubblici? Se vogliamo dire, in senso generale, che l’educazione non è un valore molto praticato, va bene, abbiamo scoperto l’acqua calda, ma, se quanto riportato nell’articolo è vero, non riesco veramente a definire il livello di idiozia a cui stanno arrivando i popoli europei. Per il resto, ciò che lei ha scritto è sicuramente condivisibile, soprattutto a destra o, per meglio dire, fra le persone che condividono i nostri principi, che è tuttavia improprio definire di destra, poiché la cosidetta destra sociale, in Italia, nasce da un ideologia che si proponeva come “terza via”, quando la destra conservatrice già esisteva, è continuata ad esistere dopo e ha sempre rappresentato ben altro….

      • Gentile Emanuele, sono lieto di poter rispondere ad una osservazione giusta e sopratutto ben presentata.
        Francamente non so se il problema dell’invadenza maschile sui mezzi pubblici sia reale o meno, dato che non utilizzo questi mezzi praticamente mai da una quarantina d’anni (ne ho 73…) ; il mio intervento iniziale, che prendeva come pretesto questo argomento, voleva piuttosto precisare quanto, secondo me, sia improprio e, anche limitante, il voler considerare alcuni valori, legati ai vari aspetti della convivenza civile, come di esclusiva appartenenza ad un’area politica piuttosto che ad un’altra. Faccio un esempio: si è portati a credere che il sentimento ecologista sia di competenza dell’area di sinistra; forse perché i vari partitelli dei verdi amavano posizionarsi in quel settore. Ma io invece, che mi considero tendenzialmente appartenente all’area della destra, proprio quella sociale, rivendico anche una forte passione ecologista, oltre che un serio rispetto per gli animali che mi porta ad essere anche contrario alla caccia ( specialmente a scopo ludico) e, venendo finalmente al punto, ho ritenuto che l’articolo sul “manspreading” fosse ridondante rispetto all’importanza della questione; e che, invece, potesse provocare, anche involontariamente, un richiamo dell’attenzione delle altre parti politiche sul “maschilismo” come presunto valore in esclusiva della nostra sfera politica. In relazione a questo argomento io sono molto determinato, (come credo tutti noi…) a non riconoscere sbilanciamenti su uno o l’altro sesso, che, a mio parere, ai nostri tempi, non possono che porsi sullo stesso piano. Pertanto non dobbiamo dare l’impressione di voler misurare le persone con il sesso, ma semmai con il grado di educazione. Solo questo volevo dire; anche per cercare di smussare qualche stereotipo che può solo provocare danno alle persone o alle istituzioni politiche cui viene attribuito. E io desidero che la nostra area politica non presti il fianco a critiche pretestuose e sia, per quanto possibile, sempre più rispettata. Grazie per l’attenzione.

    • E, comunque, come già qualcuno aveva scritto tempo addietro nei commenti di un altro articolo, la redazione (spero non l’autore dell’articolo che stimo) che interviene nei commenti è abbastanza patetica. Poi, una risposta così esprime non solo la maleducazione che la caratterizza, ma una chiusura mentale propria di chi ottusamente rifiuta il dialogo e la comprensione del parere altrui. Ciò che più mi dispiace però è il dover concludere che il movimento che sta dietro a questo sito difficilmente crescerà, proprio a causa di pochi elementi arroganti.

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