Roma, 13 dic – I sostenitori del presidente uscente del Brasile, Jair Bolsonaro, ieri (lunedì 12 dicembre) hanno tentato di attaccare il quartier generale della polizia federale a Brasilia. La tensione è aumentata in questi giorni dopo che la polizia ha arrestato un leader indigeno pro-Bolsonaro. L’ex presidente è stato sconfitto nelle scorse elezioni, un mese fa, dal suo rivale di sinistra, Luiz Inácio Lula da Silva. Secondo le fonti della polizia brasiliana, però, alcuni sostenitori che si rifiutano di riconoscere la sconfitta di Bolsonaro, hanno dato fuoco a diversi veicoli e bloccato un certo numero di strade. Gli agenti hanno dichiarato che i manifestanti “hanno tentato di invadere” l’edificio della polizia federale, dove era detenuto il leader indigeno José Acácio Serere Xavante.

La rabbia per l’arresto del leader indigeno pro-Bolsonaro

Il giudice della Corte Suprema aveva ordinato che il capo carismatico dell’antico popolo brasiliano fosse detenuto per 10 giorni per “presunti atti antidemocratici” e “tentato di incitare le persone a tentare di abolire lo stato di diritto e di impedire il giuramento del presidente e del vicepresidente eletti” I pubblici ministeri non hanno però fornito dettagli su come il leader indigeno abbia tentato di ostacolare il passaggio di consegne, previsto per il 1° gennaio.

Una Capitol Hill in salsa brasiliana?

In risposta alla folla radunatasi rabbiosa davanti alla centrale di polizia, gli agenti hanno sparato gas lacrimogeni e proiettili di gomma per disperdere i manifestanti. I vigili del fuoco hanno avuto anche loro un bel da fare dopo che cinque autobus e otto auto sono stati dati alle fiamme. Gli incidenti si sono verificati poco dopo che la commissione elettorale brasiliana aveva certificato Luiz Inácio Lula da Silva come il vincitore ufficiale del sondaggio presidenziale di ottobre. Dal canto suo, l’ex presidente Bolsonaro non ha ancora ammesso la sconfitta, ma un ricorso presentato dal suo partito è già stato respinto. La commissione ha anche respinto le accuse dei sostenitori di Bolsonaro secondo cui la vittoria elettorale di Lula era stata fraudolenta. Insomma; il Paese sudamericano sta attraversando l’ormai vecchia faida statunitense “Trump – Biden” in salsa brasiliana.

Andrea Bonazza

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2 Commenti

  1. Non è da escludere la presenza di provocatori all’ interno delle fazioni pro-ex, atti a favorire la legittimazione dopo una elezione forzata, dubbia, discutibile.

  2. Trump talmente incapace da perdere con un morto vivente come Biden…
    Bolsonaro talmente incapace da perdere con un avanzo di galera come Lula…
    Poi se la prendono coi presunti brogli… Certo che è la stessa farsa di Capitol Hill, come tutto il latinoamerica, il Brasile è in totale sudditanza culturale di Uncle Sam, soprattutto negli aspetti più beceri.

    Crucio… CHANGE YOUR PEDDLER Q-U-I-C-K-L-Y !!!

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