Roma, 21 mar – Il governo dell’Ucraina e le autorità di Mariupol hanno respinto l’ultimatum della Russia sula resa della città meridionale, da giorni sotto assedio nell’ambito dell’offensiva di Mosca. “Non ci può essere discussione su nessun tipo di resa o sulla deposizione delle armi”, ha detto la vicepremier ucraina Irina Vereshchuk. “Abbiamo già informato la controparte russa. Ho scritto: ‘Invece di perdere tempo per scrivere una lettera di 8 pagine, aprite il corridoio. Abbiamo informato le Nazioni Unite e la Croce rossa internazionale, aspettiamo una risposta dalla comunità internazionale”, ha detto.

Mariupol respinge l’ultimatum russo: nessuna resa

Nessuna resa dunque, Mariupol resiste. La Russia aveva posto una condizione per sospendere le operazioni nella città, porto strategico per il controllo del Mar d’Azov. Entro le 5 del mattino di oggi, ora locale (le 3 in Italia), i combattenti ucraini avrebbero dovuto abbandonare le armi per usufruire di una tregua temporanea, come aveva illustrato il colonnello Mikhail Mizintsev, capo del Centro di controllo della difesa nazionale della Federazione Russa. In tal caso, sarebbe stato creato un corridoio dalle 10 alle 12 ora di Mosca. Nella città assediata, in base alle informazioni diffuse dall’agenzia russa Tass, sarebbero presenti ancora 130mila civili, “tenuti in ostaggio”. Le autorità della città hanno denunciato deportazioni di massa di civili verso la Russia. Secondo Mosca, invece, le forze armate ucraine utilizzerebbero i cittadini come scudi umani.

Oggi riprendono i negoziati tra Russia e Ucraina

E’ previsto per oggi un nuovo round di negoziati tra le delegazioni russa e quella ucraina per cercare di trovare una soluzione alla crisi in Ucraina. Come ha spiegato il capo dei negoziatori di Kiev e consigliere del presidente Volodymyr Zelensky, Mykhailo Podoliak, i colloqui si terranno in collegamento video. Lo riporta l’agenzia di stampa ucraina Unian. ”Ultimamente i gruppi di lavoro stanno lavorando intensamente”, ha detto Podoliak.

Oggi telefonata Biden-Macron-Scholz-Draghi-Johnson

Sempre sul fronte della diplomazia, il presidente americano Joe Biden avrà oggi colloqui telefonici sulla crisi ucraina con il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il primo ministro italiano Mario Draghi e il premier britannico Boris Johnson. Come spiega la Casa Bianca in una nota, l’obiettivo è quello di discutere una “risposta coordinata all’attacco non provocato e ingiustificato contro l’Ucraina“. Biden peraltro, fa sapere Washington, sarà a Varsavia il 25 marzo, dopo il vertice Nato a Bruxelles e il Consiglio europeo sull’Ucraina.

Proseguono i bombardamenti russi

Intanto proseguono i bombardamenti russi in diverse città ucraine. Si aggrava il bilancio del bombardamento che avrebbe colpito nella notte alcune case e un centro commerciale a Kiev, nel quartiere di Podil. I morti sono almeno quattro. Lo riportano i media locali e internazionali, citando i servizi di soccorso. E’ stata fermata la perdita di ammoniaca dall’impianto chimico a Sumy, nell’Ucraina nord orientale. Lo riferiscono i servizi di emergenza, mentre agli abitanti di Sumy è stato detto di respirare attraverso bende di garza imbevute di acido citrico. Non ci sarebbero comunque rischi per la salute della popolazione, assicura il sindaco Dmytro Zhyvytskyiy. Il quale non ha specificato cosa abbia causato la perdita segnalata alle 4.30 ora locale nell’impianto Sumykhimprom.

Le sirene d’allarme antiaereo stanno suonando in diverse regioni ucraine. Lo riporta l’agenzia di stampa nazionale ucraina, citando tra l’altro le regione di Leopoli, Khmelnytsky, Rivne, Volin.

Adolfo Spezzaferro

La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. Il pagliaccione teatrante Zelensky sta giocando sempre più sui morti della estrema dx e della estrema sx, oramai se ne sono accorti tutti…, sveglia. Sono da centrare i suoi mandanti, operazione non del tutto semplice, a mio avviso. Anche i tribunali rabbinici fan fatica, collaboriamo almeno nella lettura della storia…

  2. […] Di Adolfo Spezzaferro – Roma, 21 mar – Putin criminale di guerra? “Non uso questo termine” perché “non si negozia la pace insultando una delle due parti“: così Marine Le Pen. C’è chi “si diverte a moltiplicare le parole più ingiuriose e aggressive, ma questo, fa perdurare la guerra”. Ai microfoni di radio FranceInfo la candidata del Rassemblement National alle elezioni presidenziali francesi del 10 e del 24 aprile dice la sua sul conflitto tra Russia e Ucraina. […]

Commenta