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Roma, 15 giu – Fine del caso Marò. Ed è un’ottima notizia. La Corte suprema indiana ha infatti chiuso tutti i procedimenti contro Salvatore Latorre e Massimiliano Girone, accusati senza alcun fondamento di aver ucciso due pescatori al largo delle coste del Kerala (Stato dell’India del Sud) a febbraio 2012. Nove anni di assurdo accanimento nei confronti dei nostri soldati da parte delle autorità giudiziarie indiane. Le quali adesso non ammettono di fatto l’inconsistenza – che tale è – dell’accusa, ma chiudono il caso dopo aver accettato la scorsa settimana il deposito del risarcimento di 100 milioni di rupie, circa 1,1 milioni di euro. La Corte Suprema indiana ritiene “ragionevole e adeguato” il risarcimento, riportano i media locali.



Marò, caso chiuso: oltre 1 milione di euro agli indiani

Dei 100 milioni di rupie versati, 80 andranno agli eredi dei due pescatori (40 milioni per ogni famiglia), mentre gli altri 20 al proprietario dell’imbarcazione. “Si chiude il caso con l’India. Un successo della diplomazia italiana”, cinguetta su Twitter il commissario europeo all’Economia, nonché ex premier, Paolo Gentiloni. Dopo nove anni e un cospicuo obolo versato, parlare di successo diplomatico è quantomeno fuori luogo. Perché in realtà abbiamo accettato di pagare una cifra enorme all’India per porre fine a questa situazione. Prova ne è quanto scritto in una nota dalla Corte Suprema indiana. “Siamo soddisfatti che il pagamento ex gratia già presentato possa essere considerato un importo ragionevole di compensazione e interesse degli eredi. Riteniamo – precisa la Corte – che sia adatto a chiudere tutti i procedimenti in India, compresi i procedimenti penali”.

Ribadiamo: i Marò sono innocenti

Ricordiamo che a luglio 2020 il Tribunale internazionale dell’Aja riconobbe “l’immunità funzionale” ai due Marò, assegnando definitivamente il processo all’Italia. Eppure i due fucilieri di Marina erano sottoposti a restrizioni a causa delle disposizioni, non ancora decadute, della Corte Suprema di Nuova Delhi. Non a caso lo scorso febbraio Paola Moschetti, moglie del marò Latorre, scrisse a tal proposito un accorato appello su Facebook  rivolgendosi al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. La moglie di Latorre chiedeva a Di Maio di attivarsi per sollevare i due marò dalle restrizioni a cui erano ancora sottoposti, nove anni dopo l’inizio della contesa tra Italia e India. La buona notizia di oggi, oltre alla chiusura del caso in sé, è che archiviamo anche una brutta parentesi dell’incapacità diplomatica dei governi italiani. Ma è bene ribadire un semplicissimo concetto, a prescindere da quanto deciso dalla Corte Suprema indiana: i Marò sono innocenti.

Eugenio Palazzini



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4 Commenti

  1. Anche in Italia abbiamo avuto casi nei quali le autorità giudiziarie hanno fatto gli “indiani” sulla verità a fronte di risarcimenti tirati per i capelli… al punto che navigati come P.Gentiloni ne fanno vanto come certi avvocati di altri tempi (?) che ti lasciavano letteralmente in mutande, ma a loro dire vincitore! Con i soldi degli altri sono “bravi” in molti.

  2. Abbiamo dato soldoni ad una BANDA di PIRATI fatta fuori da COLLEGHI
    in stile gomorra …….

    Ricordo che i due (sich) pescatori sono stati uccisi con colpi cal. 7.62 ,
    in uso per gli AK47 ….. NON in dotazione alle nostre FF:AA:

    Credo esista ormai in dotazione alla marina UN SOLO tipo di fucile ,
    di questo Cal. ma è usato solo dai cecchini .

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