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Roma, 15 giu – L’Aifa-Agenzia italiana del farmaco dà il via libera al mix tra vaccini e alla seconda dose con Pfizer e Moderna per gli under 60 che hanno ricevuto la prima dose di vaccino Astrazeneca. Dal canto suo, l’Agenzia europea per i medicinali, Ema, ribadisce che il vaccino – nel mirino per casi di trombosi – “rimane autorizzato in tutte le popolazioni”. Intanto le regioni ancora una volta agiscono in ordine sparso. In attesa di un vertice con il governo, fissato per giovedì, regna il caos.



Aifa: ok a mix vaccini con seconda dose diversa da Astrazeneca

L’Aifa ha stabilito che per gli under 60 che hanno ricevuto la prima dose di Astrazeneca riceveranno la seconda dose con un vaccino a mRna a 8-12 settimane. “Sulla base di studi clinici pubblicati nelle ultime settimane – si legge in una nota -, la Commissione tecnico scientifica ha ritenuto, a fronte di un rilevante potenziamento della risposta anticorpale e un buon profilo di reattogenicità, di approvare il mix vaccinale”. Ossia, prima dose con Vaxzevria (Astrazeneca) e seconda dose con Comirnaty (Pfizer) o, per analogia, con Moderna. L’Aifa riferisce che è in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale la determina attuativa.

L’Ema ribadisce che Astrazeneca va bene per tutti

L’Agenzia europea per i medicinali, invece, ribadisce che “la posizione normativa dell’Ema rispetto al vaccino di AstraZeneca è chiara: il rapporto rischio-beneficio è positivo e il vaccino rimane autorizzato in tutte le popolazioni“. Senza distinzioni di fasce d’età, dunque. “Se le raccomandazioni dovessero cambiare l’Ema lo comunicherà in modo trasparente e proattivo ai media e al pubblico. E i giornalisti sono incoraggiati a controllare il nostro sito web per eventuali nuove informazioni”, aggiunge l’Ema. Ieri l’agenzia ha strigliato i media italiani per interpretazioni errate delle dichiarazioni rilasciate dai propri componenti.

Mix vaccini, Lombardia parte da giovedì 17

Intanto, tra le prime regioni a partire con il mix di vaccini spicca la Lombardia. “I richiami di Astrazeneca interessati dalla vaccinazione eterologa e sospesi nel periodo 12-16 giugno verranno effettuati a partire dal 17 giugno e si andranno a sommare ai richiami già previsti in quel periodo”, comunica la direzione generale. “Allo stesso tempo – prosegue la nota – i richiami con il vaccino Moderna previsti dal 21 giugno al 30 giugno (circa 80mila) vengono spostati in avanti di una settimana. Il richiamo sarà fatto cioè 42 giorni dopo la somministrazione invece degli attuali 35. Il criterio adottato è stato quello di non penalizzare in alcun modo tutti i cittadini lombardi che si erano già prenotati per ricevere la prima dose”. Queste decisioni, al momento, sono valide per il mese di giugno. “Nulla cambia invece – conclude la nota – per i richiami delle persone over 60 vaccinate in prima dose con AstraZeneca”. Riceveranno, quindi, la seconda dose di Astrazeneca.

No della Campania al mix: chiesti chiarimenti al ministero della Salute

Al contrario, la Campania non effettuerà il mix di vaccini. “Noi proseguiremo con la campagna di somministrazione di vaccino Pfizer e Moderna. Abbiamo sospeso le somministrazioni di altri vaccini che hanno determinato eventi preoccupanti. E abbiamo sospeso anche la somministrazione di vaccini eterologhi. Abbiamo deciso di non fare la seconda dose con vaccini Pfizer a chi ha fatto come prima dose Astrazeneca. O meglio, a chi ha fatto Astrazeneca sopra i 60 anni, non c’è problema, faremo il richiamo con lo stesso vaccino”. A chiarirlo è il governatore Vincenzo De Luca. “Sotto i 60 anni avremo una linea di maggiore prudenza, perché la somministrazione di vaccini diversi non ha avuto sul piano internazionale una sperimentazione ampia”, precisa il governatore Pd. Domenica “abbiamo mandato, come Unità di crisi, una nota tecnica al Ministero della Salute perché ci dia chiarimenti motivati“.

Speranza: “Indicazioni vanni rispettate, regioni devono allinearsi”

In merito interviene il ministro della Salute Roberto Speranza, richiamando all’ordine tutte le regioni. “Sulle questioni di natura sanitaria, come su quelle delle regole di somministrazione dei vaccini, le indicazioni della comunità scientifica devono essere rispettate da tutte le regioni. Ci sono in queste ore interlocuzioni con la Campania che ha chiesto delle spiegazioni e queste arriveranno a strettissimo giro. Sono convito che le regioni si allineeranno, devono farlo. Le indicazioni vanno rispettate e sono perentorie“. “La nota della Campania chiedeva una spiegazione ed è comprensibile – aggiunge Speranza intervistato dalla Stampa -. Ma non è un dibattito politico, ci sono le indicazioni dei nostri scienziati e devono valere per tutti“.

Regioni ora chiedono più dosi di Pfizer e Moderna

“Rispetteremo le indicazioni del ministero perché non esistono piani vaccinali regionali, ma solo un piano nazionale”, dicono i governatori di Lombardia Attilio Fontana e Lazio Nicola Zingaretti. Ma tutte le regioni avvertono che per raggiungere l’obiettivo fissato del commissario straordinario Figliuolo – ossia l’80% di vaccinati a fine settembre – serviranno più dosi di Pfizer e Moderna. Il generale dal canto suo si mostra fiducioso: “Recupereremo tra luglio e agosto il rallentamento di giugno”.

Problemi anche con il monodose Johnson & Johnson

Ma ci sono problemi anche con Janssen. Veneto, Piemonte, Lombardia, Liguria, Lazio e Puglia vietano il monodose Johnson & Johnson a chi ha meno di 60 anni. Sul mix vaccini, complici i continui dietrofront del governo e la confusione nella comunicazione, i cittadini sono quanto meno disorientati.

Adolfo Spezzaferro



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2 Commenti

  1. Da fonte qualificata mi segnalano anche un mix di aghi, da quello fine tipo insulina a quello da “cavallo” (stanno smaltendo i magazzini degli economici made china?).

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