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Roma, 16 mar – Sono sempre di più le nazioni africane che puntano sulle fonti rinnovabili per coprire il loro fabbisogno di energia. Tra questi sono degni di nota il Marocco e l’Egitto.



Tutti i progetti “rinnovabili” del Marocco

Al contrario di altri Paesi dell’area, il Marocco non dispone di importanti giacimenti di petrolio o gas naturale, ritrovandosi quindi costretto ad importare carburanti per produrre energia. La cosa, oltre a causare inquinamento, costa anche parecchio in termini di valuta pregiata. Una prospettiva insostenibile: per tale motivo negli ultimi 10 anni ha investito 5,65 miliardi di dollari per costruire centrali che producono energia da fonti rinnovabili.
Sono tanti i progetti già eseguiti o ancora in via di realizzazione. Tra questi spiccano le centrali solari che concentrano i raggi del sole verso un silo contenete sale fuso, il cui calore poi produce vapore. La particolarità di queste centrali è che possono produrre energia anche ore dopo il tramonto, aumentando così la loro efficienza. In Marocco, dove sono anche presenti centrali eoliche, adesso il governo vuole fare di più e sta lavorando alla costruzione di centrali idroelettriche. Obiettivo, oltre al produrre energia pulita, anche ridurre i rischi di inondazione. L’obiettivo ambizioso è quello di arrivare a generare entro il 2050 almeno il 90% di energia da fonti rinnovabili.

Così l’Egitto “risparmia” gas naturale

Per quanto riguarda l’Egitto invece, nonostante le recenti scoperte di giacimenti di gas naturale, punta a portare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili – in special modo eolico e solare, di cui attualmente dispone rispettivamente di 30 e 60 megawatt in termini di capacità installata – dal 20% previsto quest’anno al 42% entro il 2035. Lo scopo è quelli di massimizzare le esportazioni di gas estratto, così da avere più entrate in termini di valuta estera. Inoltre il governo sta lavorando con la Siemens per produrre idrogeno verde da usare come carburante per i mezzi di trasporto.
Giuseppe De Santis
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