Roma, 12 dic – Sono sempre più le nazioni nordafricane che incentivano la costruzione di centrali solari ed eoliche per produrre elettricità da fonti rinnovabili. Questo non solo per coprire il fabbisogno interno, ma anche per esportarla. In special modo verso l’Europa . Di recente l’Egitto ha siglato un accordo con Cipro e Grecia per esportare energia pulita verso questi Paesi, così da permettere loro di programmaee la chiusura delle centrali più inquinanti. L’accordo, per quanto di notevole importanza, non è l’unico in cantiere. Anche il Marocco, infatti, punta ad esportare energia elettrica da sorgenti “verdi”.

Un mare di elettricità dal Marocco alla Gran Bretagna

A Rabat e dintorni ogni anno il sole splende per 2500 ore e molte zone sono particolarmente battute dal vento. Da questi presupposti si è mossa la società britannica Xlinks, nelle cui intenzioni vi è quella di realizzare diverse centrali solari ed eoliche per fornire elettricità direttamente alla Gran Bretagna. Il trasporto avverrà tramite quattro cavi sottomarini, ognuno lungo quattromila chilometri, i quali attraverseranno la Spagna, il Portogallo e la Francia per poi arrivare nel Devon. Qui potranno fornire elettricità pari a quasi l’8% di quella utilizzata da Londra, permettendo di alimentare fino a 7 milioni di abitazioni.

La scelta di costruire gli impianti in Marocco non è casuale visto che. Nel Paese nordafricano è infatti possibile generare, per ogni metro quadrato, tre volte più energia che sulle isole britanniche. Da parte sua il governo di Rabat si è posto come obiettivo di produrre il 50% dell’energia consumata da fonti rinnovabili e per tale motivo ha realizzato la più grande centrale solare al mondo: un progetto futuristico che usa i raggi del sole per riscaldare sale fuso, il cui calore alimenta a sua volta turbine a vapore. Adesso il passaggio in più: esportare questa energia pulita per incamerare valuta pregiata.

Giuseppe De Santis

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