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Roma, 20 giu – L’epidemia che ha colpito il settore turistico a livello globale non ha risparmiato il Marocco, il quale ha dovuto fare i conti con un crollo degli arrivi. Come è facile immaginare, questa situazione ha avuto un forte impatto economico dato che il turismo rappresenta il 7% del Pil della nazione nordafricana, occupa mezzo milione di persone e nel 2019 ha permesso a Rabat di incamerare 8 miliardi di dollari di valuta estera. Quest’anno il numero di turisti stranieri sarè estremamente basso, se non nullo: per tale motivo il governo è corso ai ripari lanciando una campagna pubblicitaria avente lo scopo di incentivare i cittadini a riscoprire le bellezze del proprio Paese.

Il Marocco punta sul turismo interno

Ogni anno i marocchini spendono 2 miliardi di dollari per viaggiare all’estero e quindi è comprensibile che il governo stia cercando di incentivarli a spendere senza uscire dai confini, ricordando loro le meraviglie naturali che il Marocco offre e che sono facili da raggiungere.

Ovviamente una campagna pubblicitaria non basta e per tale motivo l’esecutivo ha preso provvedimenti per aiutare il settore turistico che prevedono, tra le altre cose, incentivi per offrire future prenotazioni invece di risarcire chi ha visto le sue prenotazioni cancellate, dilazioni nel pagamento delle tasse e accordi con le banche per dare più tempo per pagare i prestiti, senza contare che ogni lavoratore che ha perso l’impiego riceverà 200 dollari al mese.

Una strategia di lungo termine

Queste misure hanno lo scopo di aiutare il settore turistico nel breve periodo, ma il governo pensa anche al medio e al lungo termine così da essere pronto a ripartire quando l’emergenza causata dal coronavirus sarà passata. Pochi giorni fa il ministro del turismo del Marocco ha avuto un incontro virtuale con i rappresentanti dei paesi della Lega Araba per incentivare in futuro gli abitanti di queste nazioni a visitare il Marocco, sottolineando l’importanza che questo consesso internazionale, il World tourism organization e i Paesi del medio oriente lavorino insieme per il rilancio del settore.

Giuseppe De Santis

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