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Kabul, 16 ago – Ahmad Massoud, figlio del Leone del Panshir, Ahmad Shah Massoud, esorta i connazionali a non abbattersi per le vittorie talebane e li invita ad unirsi ai suoi guerrieri per costruire un nuovo Afghanistan: “Siamo soli a resistere. Ma non cederemo mai”.



Ahmad Massoud: “Tutto è perduto? No”

“Noi, afghani, ci troviamo nella situazione in cui era l’Europa nel 1940. Siamo soli, a resistere. Non cederemo mai”: queste le parole di  Ahmad Massoud, figlio del leggendario Leone del Panshir, il comandante Massoud e ora capo delle forze di resistenza afghana del Panshir. L’appello è stato trasmesso da al magazine La Règle du Jeu, diretto dal filosofo Bernard-Henri Lévy. “Popolo afghano, Mujaheddin, amici della libertà ovunque nel mondo! La tirannia trionfa in Afghanistan. La schiavitù si instaura con chiasso e con furore. La vendetta odiosa si abbatterà sul nostro paese martire. Kabul già geme. La nostra patria è in catene. Tutto è perduto? No“, ribatte Massud. “Ho ricevuto in eredità da mio padre, l’eroe nazionale e comandante Massoud, la sua lotta per la libertà degli afghani. La sua guerra oramai è la mia. I miei compagni d’armi e io stesso daremo il nostro sangue, con tutti gli afghani liberi che rifiutano la schiavitù e che io esorto a raggiungermi nella nostra roccaforte del Panshir, ultima regione libera nel nostro paese in agonia”.

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“Uniamoci in Panshir”

“Mi rivolgo a voi, afghani di tutte le regioni e di tutte le tribù e vi invito ad unirvi a noi”, si legge ancora nell’accorato appello di Massoud. “Mi rivolgo a voi, afghani aldilà delle frontiere che avete a cuore l’Afghanistan e voglio dirvi che avete dei compatrioti, qui nel Panshir dove mi trovo nuovamente, che non hanno perso le speranze“. “Mi rivolgo a voi tutti, in Francia, Europa, America, nel mondo arabo, altrove, voi che ci avete tanto aiutati nella nostra lotta per la libertà contro i sovietici allora, contro i Talebani venti anni fa: cari amici della libertà, ci aiuterete ancora una volta come in passato? La nostra fiducia in voi, malgrado il tradimento di alcuni, è grande”. “Ci troviamo, Afghani, nella situazione dell’Europa nel 1940. Escluso il Panshir, la disfatta è totale e lo spirito di collaborazione con i Talebani comincia a fare scuola tra gli sconfitti che hanno perso questa guerra per causa loro. Restiamo soli a resistere. Non cederemo mai”.

“Abbiamo ripreso le armi”

“Scriveremo insieme una nuova pagina della storia dell’Afghanistan. Noi afghani non abbiamo veramente perso una battaglia perché Kabul non è sconfitta. Noi combattenti, giovani e vecchi Mujaheddin, qui nel Panshir, abbiamo ripreso le armi”. “Raggiungeteci, spiritualmente o sostenendoci direttamente. Siate, amici della libertà, più numerosi possibile al nostro fianco. Scriveremo insieme una nuova pagina della storia dell’Afghanistan. Sarà un nuovo capitolo dell’eterna resistenza degli oppressi contro la tirannia. Con l’aiuto di Dio, vinceremo“.

Ilaria Paoletti

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