Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 16 ago – “Guerra è sempre”, dichiarò Mordo Nahum. L’Afghanistan, oggi, ce lo sta dimostrando. E ci sta dimostrando anche che mostrarsi pacifisti nei confronti di chi vuol muover guerra contro di noi, e lo farà al netto di ciò che noi faremo, non ci renderà più facile la vita. Sarebbe come fare le coccole ad una tigre nella speranza che essa ci risponda con delle fusa.



La determinatezza dei talebani e la spiritualità da noi perduta

Il principio di realtà ci sta sbattendo in faccia un dualismo micidiale che ancor oggi, con l’Afghanistan in mano ai talebani, ci ostiniamo a non capire: la loro determinatezza deriva da una spiritualità che noi abbiamo perduto da tempo immemore, e da questa differenza i talebani – ma potremmo dire tutto il mondo islamista che intende divenire egemone – traggono il loro primo enorme vantaggio.

I “nostri” musulmani istintivamente dalla parte degli integralisti

La guerra non è solo in Medio Oriente, è anche effettivamente in casa nostra. Dove intere città europee, intere comunità composte da milioni di fedeli musulmani strizzano l’occhio all’avanzata talebana in quel territorio che andrà a comporre un Emirato e che in futuro non troppo lontano sarà parte della Umma islamica mondiale. Sarebbe falso dichiarare che tutti i musulmani d’Europa fanno il tifo per quei tagliagole schifosi e per le loro oscene modalità. È indubbio però che, dopo vent’anni di Occidente in Afghanistan, i “nostri” musulmani stanno istintivamente dalla parte di chi impone l’applicazione integralista della sharia e non dalla parte di chi, seppur maldestramente, ha tentato di far conoscer loro la democrazia e la libertà. Gli è stato offerto, a tutti costoro, un prodotto che non hanno capito fino in fondo, preferendovi le antiche tradizioni e le comuni memorie.

La sinistra continua a credere nell’assimilazione dei popoli

La sinistra finge di non vedere tutto ciò e continua pervicacemente a ritenere opportuno il tentativo di assimilazione di popoli che, clamorosamente, più passa il tempo e più si distaccano, odiandolo, da chi li ospita. Vi sono intere porzioni d’Europa islamizzate, nel senso che la mera crescita numerica dei suoi cittadini musulmani ha permesso la sostituzione della legge laica di tale Stato con la sharia. La Francia ha esempi impressionanti di tal genere. La Svezia, con Stoccolma, rappresenta un monito per tutti noi. Il Belgio, Paese all’avanguardia per quanto riguarda aborto ed eutanasia, è tecnicamente sottomesso alla sharia in intere sue porzioni di territorio nelle quali le comunità islamiche hanno addirittura creato una propria polizia, la quale controlla e sanzione sulla base della legge islamica.

I musulmani conosciuto l’Occidente preferiscono la propria arretratezza culturale

Tutti questi ospiti non sono terroristi, non commettono reati di sangue clamorosi e non sono talebani, ma, dopo aver conosciuto l’Occidente, preferiscono di gran lunga la propria arretratezza culturale che ha però il merito di garantirgli una base spirituale solida e un senso della vita estremamente forte. È meglio vivere in attesa dell’apericena o tentando di imporre sé stessi in tutto il mondo? E per gli attendisti, quale delle due ipotesi fa più gola?

La pretesa della sinistra di accogliere questi corpi estranei

La sinistra che ha preteso di accogliere questi corpi estranei, e che nel frattempo si dà un gran daffare per disintegrare gli ultimi baluardi di civiltà occidentale come la sacralità della vita e la difesa dei più deboli, adesso balbetta idiozie e pronuncia frasi di cordoglio per le sorti del popolo afghano e delle donne afghane. Dimenticandosi però che i talebani hanno conquistato l’intero Paese sparando pochi colpi ed entrando trionfalmente nelle città fino a poco prima sotto il controllo occidentale. La sinistra, di fronte allo spettacolo impressionante della violenza imposta dai talebani, continua a sventolare la bandiera farlocca dei Gino Strada e del pacifismo a tutti i costi, dimostrando ancora una volta che la loro faziosità sovrasta il principio di realtà.

Ma come, non erano loro, all’indomani della guerra in Afghanistan, ad accusare George Bush di essere un pazzo? Non erano loro a sfilare nelle città occidentali contro l’imperialismo americano? Adesso frignano e ritirano frettolosamente le loro bandiere arcobaleno inneggianti la pace, dato che la realtà dei fatti mostra come la guerra sia stranamente la sola risposta possibile.

Dov’è finito lo spirito combattente su femminicidi e quote rosa?

E loro farfugliano insensatezze sul dolore che provano, sulle responsabilità, sulla necessità di intervenire, ma lo spirito combattente cui ci hanno abituati quando vi è da discutere di femminicidio e quote rosa è stato momentaneamente messo in cantina. Adesso è giunto il momento della pacatezza e della riflessione ragionata, delle letture consapevoli e delle chiacchiere con gli amici filantropi. Nessuno di loro osa di dire l’indicibile, ovvero che l’inferno, quando ti si presenta in Terra, va ricacciato da dove è venuto. Esattamente come è stato fatto per lo Stato islamico dell’Isis. Esattamente come andrà fatto per i talebani, sia in Afghanistan e sia in Occidente.

Lorenzo Zuppini

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

7 Commenti

  1. Bello spunto, peccato il finale.Affiancare l’ ibrido mostruoso del Isis ai talebani non mi pare corretto, salvo credere a certe balle occidentali.
    Affermerei anche che sarebbe da valutare meglio la realtà per la quale con i buoni mussulmani (o altri credenti), sai a partire da ragazzo le regole del duro gioco della vita, viceversa con i democratici laici, ateo guidati. è tutto fluido, in un divenire relativista, opportunista, più contraddittorio e forzatamente immanente.

  2. Articolo vomitevole intriso di retorica occidentalista e neo fallaciana… Mi aspetterei ben altro dai PN, invece tocca leggere queste assurdità che nemmeno i peggiori quotidiani neocon pubblicherebbero… Consiglio spassionato da militante: con questa roba perdete la base storica e non acquisterete comunque lettori di “centrodestra”, fatevi un esame di coscienza perchè sempre più spesso diventate illeggibili e pubblicate pezzi imbarazzanti, sia sul cartaceo che online… Cordiali saluti.

  3. Dissento (educatamente):
    – sono, e dobbiamo, essere vicini ai nostri soldati perchè comandati, non importando se fossero lì per una guerra giusta, e non lo era, o per la civilizzazzione della McDonalds contro quella del kebab; in questo, ma solo figurativamente, mi sento vegano
    – l’unica vera operazione bellica in quel paese andrebbe fatta ora e per mettere in salvo con la propria famiglia chi ha collaborato col nostro esercito: entra talmente tanta zavorra ed ogni giorno e che verrà mantenuta, che il costo materiale e sociale di quanto propongo in paragone è davvero infimo. Chi sa un pò di storia sa che giusto un secolo fa fu fatta una cosa analoga con gente di pelle per giunta piu’ scuretta, ma era altra Italia ed eravamo altri italiani
    – avercene di avversari come i Talebani, che sento sì ostili a me e non solo perchè leggono ed interpretano il Corano rovesciando il libro, ci guadagneremo in attributi, predicati e soprattuto interiormente nello spirito ( che è poi questa l’essenza della guerra )
    – noi qui si perde tempo, beh io personalmente non proprio, con la regolamentazione in unione civile di 2 errori di fabbrica, ed ancora quando forzando ciò che natura non prevede vogliono figli pagando una prostituta, non afferro come si possa imporre a un’afgano come organizzarsi la sua famiglia e rapportarsi con la donna.
    Sono i basilari della Scienza, dell’Onore e della Lealtà, capisco che a quell’untuosa patatina fritta che ci subiamo come minus degli Esteri tutto questo è inaccessibile, ma qui tra noi queste cose dobbiamo dircele

  4. […] Il portavoce di Facebook ha confermato che è in corso un’azione di drastica “pulizia” sulle tre piattaforme. L’azienda di Menlo Park ha costituito un team di esperti che conoscono il contesto locale e soprattutto parlano le due lingue più diffuse in Afghanistan, ovvero Dari e Pashtu. Ciò permette di identificare proattivamente i contenuti che inneggiano ai Talebani. Facebook rimuoverà anche gli account gestiti dall’organizzazione terroristica. […]

  5. […] Il portavoce di Facebook ha confermato che è in corso un’azione di drastica “pulizia” sulle tre piattaforme. L’azienda di Menlo Park ha costituito un team di esperti che conoscono il contesto locale e soprattutto parlano le due lingue più diffuse in Afghanistan, ovvero Dari e Pashtu. Ciò permette di identificare proattivamente i contenuti che inneggiano ai Talebani. Facebook rimuoverà anche gli account gestiti dall’organizzazione terroristica. […]

Commenta