Roma, 30 apr – Per capire l’importanza della raffineria che il miliardario nigeriano Aliko Dangote sta costruendo a Lagos, è importante osservare uno dei paradossi che frenano la crescita economica della Nigeria. Il gigante africano è infatti il più grande produttore di petrolio dell’Africa ma importa quasi tutti i carburanti che consuma perché non ha abbastanza raffinerie. Ciò genera enormi problemi alla Nigeria, che ogni anno deve usare le sue scarse riserve di valuta pregiata per acquistare ciò che potrebbe produrre in loco.

Nigeria, la mega raffineria di Dangote

Questo a sua volta crea enormi problemi alle imprese che vogliono investire, perché hanno difficoltà a ottenere la valuta pregiata che serve loro per comprare i componenti di cui hanno bisogno e tutto questo frena la crescita del Paese africano. Una situazione che ha spinto Dangote ad agire finanziando la costruzione di quella della più grossa raffineria dell’Africa che una volta a regime produrrà 650mila barili di derivati petroliferi al giorno, abbastanza per coprire sulla carta l’intero fabbisogno della Nigeria ma anche per esportarne in altri Paesi.

La raffineria è costata a Dangote, l’uomo più ricco dell’Africa, 19 miliardi di dollari e dovrebbe essere completata tra qualche mese. Per l’esattezza la sua entrata in funzione è prevista nell’ultimo trimestre del 2022, anche se inizialmente lavorerà al di sotto della sua capacità, per poi aumentare progressivamente la produzione. Si calcola che entro la fine del 2023 potrà operare al massimo, permettendo di risolvere uno dei problemi che frena la crescita della Nigeria.

Giuseppe De Santis

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