Umano, troppo umano. Se una critica deve essere mossa al The Batman di Matt Reeves interpretato da Robert Pattinson, è senz’altro questa. Il film in sé è davvero molto bello, la sceneggiatura è solidissima, anche se la durata è eccessiva e Reeves sforna un thriller dalle tinte cupe e crude che prende in prestito atmosfere e idee da horror come Saw (non a caso il principale villain del film è l’Enigmista).

Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di aprile 2022

I lati positivi del film

Pattinson dimostra ancora, dopo Tenet e i lavori con Cronenberg, che il vampirello emo-teen di Twilight è solo un pallido ricordo e che ora, invece, può essere annoverato tra i grandi attori. Zoe Kravitz lascia a bocca aperta e mani spellate per la perfetta interpretazione che offre di Catwoman, candidandosi addirittura come la migliore di sempre nei panni del personaggio. E Gotham finalmente assume quei tratti di città marcia, dark e oscura che finora non era mai stata resa al cinema: troppo grottesca quella di Burton e Schumacher, troppo reali quelle di Nolan e Snyder.

Non è roba da ragazzi

Ma… ma non basta tutto questo per fare un cinecomic che possa essere definito un capolavoro, come molti – in modo troppo superficiale – hanno definito il film. Perché la pellicola soffre del peccato originale di troppi registi che si cimentano nel fare film sui fumetti: considerarli roba da ragazzi che deve pertanto essere resa adulta. Da qui la scelta incomprensibile di fare ancora una volta, dopo la trilogia di Nolan, un Batman ancora più realistico. Alla fine sembra di vedere un film di Fincher con un vigilante mascherato come protagonista.

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Batman tra realismo e sovrumanismo

E qui sta il secondo grande errore. Batman non è un vigilante. E soprattutto non è un uomo, come quello interpretato da Pattinson. È colui che supera tutti i limiti dell’umanità tanto da farlo competere con gli dèi, è il più grande combattente del mondo e insieme il più grande detective del mondo, insomma l’uomo più forte e intelligente di tutti. Il modo in cui vive il suo passato lo rende una sorta di demone della notte, tutt’uno con l’oscurità stessa. È colui che, pur non avendo nessun potere, viene visto da tutti come un’entità sovrannaturale. Poiché, di fatto, il suo percorso lo ha reso davvero tale. Non basta una buona sfaccettatura psicanalitica per renderlo più adulto o più complesso. Anzi, si fa l’esatto opposto. Perché quello che la DC ha sempre voluto dire con i suoi eroi – non sempre riuscendoci – è che essi sono icone, figure mitologiche. Il fumetto, quindi, come nuova mitologia che deve ispirare e parlare allo spirito attraverso archetipi. Ed è quello che hanno fatto Cristopher Nolan e Zack Snyder. Il primo creando un…

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