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Islamic-StateRoma, 6 feb – Continua la massiccia campagna mediatica condotta dall’Isis nel web. Diversi media, tra cui il portale Wikilao, hanno riportato la notizia della diffusione di un documento,  ma sarebbe più corretto definirla come una prolissa e delirante brochure propagandistica, dal titolo “The Islamic State 2015”.

Il sito del giornalista Lao Petrilli, specializzato in temi geopolitici e di sicurezza, evidenzia infatti che il documento è “di chiaro stampo propagandistico” e sembra più che altro atto a “popolare il sedicente Stato islamico di nuovi combattenti” soprattutto in vista dee prossimi “sforzi anti-foreign fighters che si andranno a mettere in campo anche sul piano della narrative”.

Il testo, composto da un centinaio di pagine in tutto e scritto in un inglese non perfetto, è ora al vaglio di Intelligence ed Antiterrorismo italiani per valutarne l’effettiva provenienza e veridicità.  Secondo una delle tesi più avvalorate potrebbe essere stato scritto da “persone in possesso di cittadinanza occidentale” – magari di seconda o terza generazione – “passate con Abu Bakr al-Baghdadi. Di certo è stato elaborato per volere dei vertici stessi dell’Isis”.

Nel documento si parla del futuro del sedicente stato islamico e della sua “epica” conquista dell’Europa. Perché dopo la sconfitta dei “persiani iraniani” abbattuti entro il 2020, i “tiranni del Maghreb islamico”, con gli arsenali sequestrati, saranno finalmente in grado nientemeno di “accerchiare l’Europa” attaccando su tre fronti: a ovest, colpendo l’Andalusia (nel sud della Spagna) dal Marocco; al centro, colpendo l’Italia meridionale e Roma con missili lanciati da Tunisia e Libia ed infine ad est, lanciando missili dalla Siria verso la Turchia, Istanbul in primis.

Islamic-State-3Ora, facciamo lo sforzo di prendere per vero questo brillante trattato militare che esplica, su un printscreen di google maps grossolanamente modificato, il proprio piano d’invasione ed andiamo ad analizzare le “grandi potenzialità” di questo arsenale sequestrato.

Secondo il documento “anche dei Grad rudimentali possono essere lanciati dalla città marocchina di Rabat” allo scopo di supportare la “liberazione dell’Andalusia”. L’unico freno sarebbe la momentanea scarsa presenza di Al Qaeda nel Maghreb Islamico. Peccato che il BM-21 Grad (grandine, in lingua russa) è un missile introdotto nel ’61 dall’esercito russo dalla gittata di poco più di 20 km. Per carità, questo tipo di munizionamento (che può imbarcare anche testate chimiche) è decisamente distruttivo e, come tutti i Multiple Rocket Launcher, anche facilmente dispiegabile. Se però si considera che lo Stretto di Gibilterra ha una larghezza che varia dai 14 ai 44 km al massimo ci si potrebbe colpire da spiaggia a spiaggia coinvolgendo le cittadine costiere. Quindi, a meno che l’isis non intenda coprire con questi razzi un’invasione in stile D-Day, cosa per altro risibile, non vediamo come possa avvenire la conquista del fronte ovest.

Altre armi dovrebbero provenire dagli arsenali libici, alludendo in particolare ai missili 9K52 Luna-M ed agli M75 Qassam. I primi, di fabbricazione sovietica, diventati famosi perché coinvolti nella crisi di Cuba del ’62, sono trasportati un transporter erector launcher (TEL) 8×8, mentre il Qassam, di fabbricazione quasi artigianale (basti pensare che propellente ed esplosivi si ricavano da comuni fertilizzanti), è già stato usato da Hamas in passato per attacchi su Israele e sui paesi confinanti. Questi razzi hanno una gittata di 70-75 km circa. Peccato che la distanza Tripoli- Lampedusa sia di oltre 200 km mentre dalla Tunisia, considerando la cittadina di Mahdia si hanno circa 140 km. Come i guerriglieri dell’Isis pensano di colmare questo gap non ci è dato saperlo.

“Ansar al Sharia in Libia e Al Qaeda nel Maghreb Islamico cominceranno a sparare missili verso il cuore dell’Europa, come vendetta per quanto patito dai loro fratelli in Siria”, hanno scritto gli strateghi dell’Isis dimenticandosi evidentemente di valutare i dati tecnici di quelle armi che comunque ancora non posseggono.

Cesare Dragandana

 

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