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Minneapolis, 8 giu –  Al decimo giorno di proteste per l’omicidio di George Floyd la città di Minneapolis cede alle pressioni dei dimostranti e decide di smantellare il dipartimento locale di polizia per rimpiazzarlo con un nuovo modello di sicurezza.

Poche idee ma ben confuse

Le idee di come verrà gestito il riassetto sono quantomeno confuse: «Ci siamo impegnati a smantellare la polizia così come la conosciamo nella città di Minneapolis e a ricostruire con la nostra comunità un nuovo modello di sicurezza pubblica che mantenga davvero la nostra comunità al sicuro», ha così dichiarato la portavoce del Consiglio comunale, Lisa Bender. Il provvedimento è stato varato a maggioranza quasi assoluta, tale da impedire il veto, mentre ancora le strade della città erano invase dal fumo e dai detriti delle devastazioni. In concreto che cosa cambierà? Gli agenti subiranno un ricollocamento in una non ben specificata nuova forza di ordine pubblico, le cui regole e gerarchie saranno riscritte dalle fondamenta. L’obiettivo è quello di creare un sistema procedurale «in cui gli agenti debbano rispondere del loro operato ai cittadini». Si tratta di una decisione senza precedenti, motivata dalla irriformabilità del corpo di polizia cittadino.

A partire da New York molte città americane, sull’onda emotiva e in alcuni casi assai violenta seguita alla morte di George Floyd, hanno iniziato a ripensare il sistema dei finanziamenti pubblici alle forze di polizia, destinando alcuni fondi prima destinati alla gestione e alla tenuta dell’ordine pubblico ai servizi sociali o educativi, ma nessuna città, prima di Minneapolis, si era spinta fino al punto di dichiarare lo scioglimento del proprio corpo di polizia. Uno degli aspetti più paradossali di una decisione che non sembra altro che una resa senza condizioni al volto violento della protesta, è proprio il fatto che se da un lato il Consiglio ha approvato questa decisione, dall’altro le sue dichiarazioni lasciano trasparire di non avere alcuna idea di come procedere ad un riassetto della funzione di pubblica sicurezza.

Un panorama a tinte fosche

Un simile provvedimento appare quantomeno irrazionale, dal momento che Minneapolis è una città industriale con una popolazione di 425.000 abitanti e non uno sperduto villaggio che potrebbe, in ipotesi, autogestire la propria sicurezza: da un lato, a livello simbolico, il messaggio lanciato dal Consiglio cittadino è di totale accondiscendenza alle richieste dei manifestanti e dei rivoltosi, il cui sogno proibito di una città senza polizia sembra sposare visioni alla The Purge; e dall’altro, viene da chiedersi come sarebbe gestita la convivenza urbana e civile in un contesto come quello di Minneapolis, con una polizia riformata di cui però ancora non si conosce il riassetto.

E le conseguenze sul piano sociale? La percezione di insicurezza determinata dallo smantellamento di una forza di polizia porterebbe inevitabilmente un maggior numero di cittadini ad armarsi e a praticare l’auto-difesa. D’altro canto, uno scenario di forze dell’ordine soppresse o pesantemente limitate appare come il sogno bagnato non solo di qualche anarco-teppista facinoroso, ma anche dell’iper-capitalismo libertarian che potrà così privatizzare agevolmente le funzioni di polizia, appaltare la sicurezza dei distretti urbani più ricchi ad agenzie di protezione, (sul modello delle gated-communities), mentre i poveracci rintanati nei loro sobborghi industriali e nei palazzoni di periferia sopravviveranno senza più nemmeno una parvenza di ordine costituito; ma non vi sarà «nulla» da temere – si fa per dire – perché con tutta probabilità il territorio verrà gestito e «protetto» da gang e bande assortite.  

Cristina Gauri

2 Commenti

  1. Io invece plaudo all’iniziativa, hanno chiuso un covo di fottuti delinquenti in divisa, inchiodati dalle riprese, quelle merde di stato non faranno più danni.

    “I poveracci rintanati nei loro sobborghi industriali e nei palazzoni di periferia sopravviveranno senza più nemmeno una parvenza di ordine costituito”.
    Praticamente la situazione di oggi e di sempre in tutta l’America (nord e sud), tranne forse Canada e Cile. E non mi pare che i libertarians siano al potere.

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