Roma, 2 nov – Solito copione o c’è di più? Il lancio di missili della Corea del Nord non è certo una novità e viene ormai derubricato a solita prova muscolare, come se fosse una periodica e inutile sciocchezza per farsi notare. Una percezione dominante in Occidente, molto meno in Estremo Oriente, dove le operazioni di Pyongyang inquietano soprattutto Seul e Tokyo. Quest’ultima sa bene di essere invisa a Kim Jong-un, a tal punto che il leader nordcoreano ha lanciato un altro “missile balistico”, caduto – stando a quanto riferito dai media nipponici – non distante dalla zona economica esclusiva del Giappone.

Alta tensione tra le due Coree: a suon di missili lanciati e nucleare evocato

Tokyo ha immediatamente convocato il Consiglio di sicurezza nazionale: “Questi ripetuti lanci di missili con una frequenza così elevata sono inaccettabili”, ha detto il premier nipponico Fumio Kishida. “I test di Pyongyang si stanno verificando più frequentemente che mai”, ha poi dichiarato il portavoce del governo giapponese Hirokazu Matsuno, secondo cui il Consiglio di sicurezza nazionale valuterà anche come procedere in futuro “di fronte all’aumento della tensione nella vicina penisola”.

Intanto la Corea del Sud ha risposto al lancio di dieci missili dei vicini nordcoreani con tre “missili aria-superficie di precisione” nella acque a nord del confine marittimo intercoreano. Uno dei missili lanciati dalla Corea del Nord è caduto ad appena 57 chilometri dalla città sudcoreana di Seokcho, sulla costa orientale della Corea del Sud. Per il presidente sudcoreano, Yoon Suk-Yeol, non ci sono dubbi: si tratta di una “invasione territoriale”.

Perché la Corea del Nord alza la tensione proprio adesso? Secondo Pyongyang si tratta di “avvertimenti” a Usa e Corea del Sud, dovuti alla loro serie di esercitazioni militari congiunte, considerate come l’antipasto dell’invasione.
“Se gli Stati Uniti e la Corea del Sud tentano di usare le forze armate contro di noi i mezzi speciali delle nostre forze armate svolgeranno la loro missione strategica senza indugio”, ha dichiarato Pak Jong Chon, un segretario del Partito dei Lavoratori. “Gli Stati Uniti e la Corea del Sud dovranno pagare il prezzo più orribile della storia”, ha poi precisato. Nessun riferimento esplicito alle armi nucleari, comunque implicitamente evocate. Valutazioni e minacce non dissimili a quelle emerse a inizio ottobre, quando la Corea del Nord ha lanciato un missile balistico intercontinentale che ha sorvolato il Giappone. Un atto, in quel caso, “in risposta” alla visita della vicepresidente Usa, Kamala Harris, a Tokyo e Seul. Ma anche alle esercitazioni militari congiunte condotte da Giappone, Stati Uniti e Corea del Sud.

Eugenio Palazzini

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