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Roma, 11 feb – E’ morto il “re del porno“. Larry Flint se n’è andato all’età di 78 anni per “l’insorgere di una malattia improvvisa”. Paraplegico dal 1978, quando il suprematista bianco Joseph Paul Franklin tentò di ucciderlo. Franklin confessò anni dopo, senza però confermare di nuovo in seguito e senza che fossero trovate ulteriori prove del tentato omicidio da parte sua. Di conseguenza non è mai stato processato e condannato per tale atto. Dopo quell’attentato per Flynt iniziò un calvario lunghissimo, dolori lancinanti che per anni curò con farmaci e droghe di vario tipo, prima di essere colpito da un ictus.



Larry Flynt, il “re del porno”

La vita di Flynt è stata letteralmente cinematografica. Nel 1996 uscì un film dal titolo The People vs Larry Flynt, in Italia Larry Flynt – Oltre lo scandalo, diretto da Milos Forman. Pellicola che ripercorre la nascita della celebre rivista pornografica Hustler, fondata da Flynt nel 1974. Il film, candidato agli Oscar, vinse due Golden Globe per la regia e la sceneggiatura. Considerata una delle più importanti del panorama porno insieme a Playboy e Penthouse, Hustler è tuttora edita dalla Larry Flynt Publications. L’azienda fattura annualmente circa 300 milioni di dollari. Il patrimonio di Flynt era stimato invece attorno ai 400 milioni di dollari.

Gli attacchi femministi

Del “re del porno” sono note anche le recenti invettive contro Trump e le battaglie giudiziarie, soprattutto quella contro il predicatore Falwell. Strenuo democratico, Flynt fu tutto e il contrario di tutto. Nel 1984 si candidò alle presidenziali repubblicane contro Ronald Reagan. Personaggio decisamente controverso, quando gli attivisti di un’associazione contro la guerra in Iraq – la Not in Our Name – resero pubblico nel 2004 il sostegno di Flynt a una delle loro campagne, venne attaccato duramente da Aura Bogado. Quest’ultima, femminista, accusò i leader più a sinistra della Nion di sostenere implicitamente misoginia e razzismo allineandosi a Flynt. Attacchi a cui la rivista Hustler rispose “punzecchiando” la Bogado con una serie di pesanti articoli e caricature a sfondo sessuale proprio.

Alessandro Della Guglia

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