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Roma, 11 feb – “La crisi di governo la rifarei, volevano asfaltarmi in Senato e invece sono andati a casa“: Matteo Renzi esulta per il nascente governo Draghi. “Avere contro una colata di fango o anche più semplicemente amici che ti dicono ‘non ti capisco’, non è semplice”, racconta il leader di Italia Viva ospite a Stasera Italia su Rete4. Per Renzi aprire la crisi di governo era necessaria: “Lo rifarei. Prima avevo la golden share – spiega -, ho detto no a delle poltrone personalmente e come squadra. Da un punto di vista della vecchia politica sono un pazzo”, dice l’ex premier. Ma in verità la sua partita per creare le condizioni necessarie per l’arrivo di Draghi è stata giocata più da vecchio volpone della Prima repubblica. E proprio per questo con avversari non all’altezza.

Renzi rivendica il primato della politica, che ha prodotto Draghi

Renzi rivendica ancora una volta il primato della politica, da lui ristabilito con la crisi da lui scatenata, che ha mandato a casa il Conte bis. “E’ stata la politica che ha prodotto Draghi – afferma convinto -, è stato un gioco politico che ha portato a questo risultato, può piacere o no. Io d’accordo con Salvini e Berlusconi? Assolutamente no”. L’ex segretario del Pd poi chiarisce: “Avevamo chiesto un cambio di passo a Conte, non è stato fatto, hanno detto che mi avrebbero asfaltato in Senato, ma sono andati a casa loro. Sarà molto più politico Draghi che Conte”.

Il leader di Iv si intesta il “miracolo” dell’arrivo dell’ex numero uno della Bce

E’ il momento di Renzi, è innegabile. E lui ne approfitta, intestandosi il “miracolo” dell’arrivo dell’ex numero uno della Bce a “salvare” l’Italia. “L’unico modo nel mezzo della pandemia era chiamare il miglior giocatore, perche’ Mario è il miglior giocatore”, dice il leader di Iv in un’intervista al Financial Times, sottolineando che “l’Italia è tornata, proprio come Joe Biden ha detto per gli Usa. Se guardate ai mercati finanziari, ai leader internazionali, la fiducia dei nostri cittadini, è un miracolo”. In questi giorni in effetti Renzi sta rilasciando interviste alla stampa estera cercando visibilità come grande fan di Draghi, che ha molta visibilità e autorevolezza su scala mondiale. Ci tiene a ribadire che il suo appoggio è incondizionato, totale, senza richieste né paletti. Anche perché quello che voleva ottenere – la testa di Conte – l’ha avuto.

L’ex premier spiega perché ha rischiato tutto

“Un mese fa avevo la golden share nel governo, con Draghi no. Ho perso potere in questa operazione”, spiega per convincere tutti che fosse questo l’obiettivo del suo braccio di ferro con Conte. “La possibilità di essere governati da Draghi era una speranza incredibile. Così ho deciso di rischiare tutto, perché il fine giustifica il rischio“, aggiunge. E chiarisce pure che non vuole poltrone nel nascente governo tecnico-politico. “Ho fatto un buon lavoro, e ora devo farmi da parte, è il momento per il capitano della squadra, Mario Draghi. Sono così felice e orgoglioso, ma so che è il tempo di lasciare il ruolo ad altri”. “Ovviamente preferisco essere amato che odiato, ma se volevo solo essere amato, allora dovevo fare l’influencer, non il leader”, chiosa.

Adolfo Spezzaferro

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