Roma, 10 ott – Mosca attacca a suon di missili, e lo fa in modo pesantissimo, dopo l’esplosione del ponte di Kerch. Qualcuno potrebbe non porre in correlazione le due situazioni, altri sì. La sensazione è che dal Cremlino abbiano spinto parecchio il pedale sull’acceleratore, e che ci sia un intento “punitivo” verso l’Ucraina dopo le ultime vicende.

Mosca si getta all’attacco a suon di missili: tutta l’Ucraina sotto tiro

Da Mosca partono missili che colpiscono nella notte almeno quattro città ucraine: Kiev, Dnipro, Leopoli e Myjolaiyv. Come riporta Tgcom24, solo nella capitale si sono udite, nella notte, almeno quattro esplosioni. A segnalarle, il giornalisti dell’Ap. Il sindaco della città Vitalii Klitchko afferma che avrebbero colpito quartiere centrale di Shevchenko. Non sembra una casualità che uno degli obiettivi colpiti si trovasse nella via Vladimirskaya, nel quartiere di Pechersk, lo stesso dove si trova la sede del Servizio di sicurezza ucraino. Sempre nella capitale le stazioni della metropolitane sono state adibite a rifugio. Ma non è solo Kiev ad essere sotto attacco. Anche Leopoli e Dnipro, come citato prima, sono stati bersagli diretti.

Il violento attacco dopo settimane di difficoltà

L’esercito russo ha subito la controffensiva di quello ucraino nelle ultime settimane, il che ha messo il conflitto in una fase di stagnazione per il Cremlino. Che l’esplosione del ponte di Kerch possa avere in qualche modo scatenato una reazione di Mosca non è un’ipotesi peregrina. Del resto, il “solito” Dmitrij Medvedev ha quest’oggi espresso parole molto forti, che in qualche maniera “accompagnano” le offensive missilistiche russe di stanotte. Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza ha infatti dichiarato in un’intervista al Kommersant: “La mente e l’esecutore del crimine è lo Stato fallito dell’Ucraina. (…) La risposta della Russia a questo delitto può essere solo la distruzione diretta dei terroristi. Cosi’ come è consueto fare nel mondo”.

Alberto Celletti

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