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Roma, 23 mag – Quando si parla di aiuti ai Paesi in via di sviluppo la prima cosa che viene in mente sono progetti volti ad eliminare la povertà. Oppure a opere infrastrutturali e iniziative imprenditoriali aventi lo scopo di creare opportunità di lavoro. Effettivamente la maggior parte dei progetti di cooperazione è indirizzata a questo tipo di iniziative. Di recente, però, sono aumentati i progetti di cooperazione che si pongono obiettivi ambientali. Tra questi il rimboschimento di foreste e aree naturali, oppure il blocco della desertificazione, che in Africa rappresenta un grave problema. Questo però si è compreso che la tutela è un importante fattore di sviluppo, in quanto aiuta nel lungo termine l’agricoltura e i benefici economici ad essa collegati.

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Lotta alla desertificazione in Africa: la Great green wall initiative

Per tale motivo di recente la Banca Mondiale, la Banca Africana di Sviluppo e il governo della Francia hanno contribuito a finanziare la Great green wall initiative. Parliamo di un progetto che si pone come scopo scopo quello di creare una sorta di “muro verde”, che va dal Senegal a Gibuti al fine di prevenire la desertificazione dell’Africa subsahariana. Tra le altre cose prevede di ricreare zone di savana oggi inghiottite al deserto, così da rendere di nuovo fertili i terreni.

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La degradazione del suolo ha creato enormi problemi visto che ha privato milioni di persone dei principali mezzi di sostentamento. Causando anche siccità e carestie. Per tale motivo si è deciso di investire nella realizzazione di questo “muro” che renderà fertili 100 milioni di ettari di terreno. Si parla della possibilità di creare dieci milioni di posti di lavoro, permettendo anche di catturare miliardi di tonnellate di anidride carbonica. Per capire gli effetti di questo progetto basti pensare l’Etiopia ha già recuperato 15 milioni di ettari di terra. In Senegal sono invece stati piantati 12 milioni di alberi resistenti alla siccità.

Giuseppe De Santis

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