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Milano, 23 giu – Terremoto per l’Atm, l’azienda dei trasporti milanesi, nel mirino di un’indagine per tangenti per gli appalti della metropolitana. La Guardia di finanza di Milano sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Milano nei confronti di 13 persone, 12 delle quali poste in custodia cautelare in carcere e una agli arresti domiciliari. Le accuse sono di associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione. Le indagini hanno scoperto un sistema di alterazione delle gare pubbliche indette da Atm. Al centro dell’inchiesta, la condotta di un pubblico ufficiale con il ruolo di responsabile dell’Unità amministrativa complessa sugli impianti di segnalamento automazione delle Linee metropolitane della città 1,2, 3 e 5 e le società create dal dirigente insieme ad altri indagati per interferire nell’assegnazione e nell’esecuzione degli appalti di Atm.

Otto appalti truccati negli ultimi due anni

Nello specifico, si tratta di almeno 8 appalti truccati negli ultimi due anni per le forniture per le metropolitane milanesi, fra cui uno da oltre 100 milioni di euro sui sistemi di segnalazione automatica della Linea 2. In alcuni casi gli appalti sono stati proprio “comprati” da tangenti pagate o pattuite. Tra gli arresti, oltre a parecchi manager di imprese fornitrici, due dei soggetti finiti in manette sono dirigenti dell’Atm (di proprietà del Comune di Milano). Uno di loro, Paolo Bellini, il responsabile dell’unità degli impianti di segnalamento e automazione delle linee metro al centro delle indagine, è la figura chiave della rete di corruzione. Bellini è indagato per 125mila euro di tangenti incassate o concordate tra ottobre 2018 e luglio 2019. Nelle indagini sono coinvolte anche diverse società – come Siemens Mobility e Alstom Ferroviaria, Ceit e Engineering Informatica – che sono state perquisite. In totale sono 30 gli indagati e 8 le società oggetto di perquisizioni e sequestri.

Ecco come funzionava il sistema delle tangenti

Il dirigente di Atm, oltre a chiedere in alcuni casi come tangente un mensile di alcune migliaia di euro per tutta la durata dei contratti viziati da turbative, puntava soprattutto ad assicurarsi presso le aziende il subappalto di parte delle forniture a una società – che di volta in volta veniva messa in liquidazione e veniva sostituita da un’altra – di cui era amministratore di fatto accanto agli amministratori ufficiali. Il dirigente in manette, accusato di aver ricevuto anche altri servizi e benefit, avrebbe anche pilotato alcune assunzioni di personale nell’Atm, “favorendo soggetti privi delle necessarie professionalità e competenze, ma legati alle imprese che lo remuneravano illecitamente, quindi inseriti nel gruppo di lavoro alle sue dipendenze, garantendogli così l’assoluta riservatezza nella gestione illecita della fase esecutiva dei lavori”. Tra le altre imputazioni per i soggetti coinvolti nelle indagini ci sono anche rivelazione di segreto d’ufficio, peculato e abuso d’ufficio.

Nelle indagini anche gli accertamenti per gli incidenti sulla linea 1

L’Atm (Spa del Comune) è un’azienda da 10mila dipendenti con ricavi da circa un miliardo l’anno e 9 milione di utile nello scorso esercizio e gestisce il trasporto pubblico a Milano e in 46 altri comuni abitati da 2,5 milioni di persone. L’inchiesta peraltro si incrocia anche con gli accertamenti su una serie di incidenti avvenuti sulla linea 1 della metro, quelli sulle “frenate brusche” che hanno provocato alcuni feriti. Ebbene, del sistema di sicurezza si occupa Alstom, società ora indagata nell’inchiesta sugli appalti.

Salvini: “Mi aspetto parole chiare e inequivocabili dal sindaco Sala e da Atm”

Ora tutti gli occhi sono puntati sul sindaco meneghino, il dem Beppe Sala. ”Da milanese sono molto preoccupato e dispiaciuto per gli arresti per presunte tangenti all’Atm. Mi aspetto parole chiare e inequivocabili dal sindaco Beppe Sala e dai vertici dell’azienda nominati dalla giunta di centrosinistra”, dichiara il leader della Lega Matteo Salvini.

Adolfo Spezzaferro

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