Teheran, 6 set – La nazionale di calcio siriana si è qualificata ai playoff per i mondiali di Russia 2018. Il pareggio con l’Iran, che era già qualificato, è valso alla Siria il superamento in classifica dell’Uzbekistan e così ora dovrà affrontare l’Australia. In caso di vittoria, ci sarà la sfida con la quarta classificata del girone centroamericano che comprende, tra le altre, anche gli Stati Uniti.

Mai prima d’ora la nazionale siriana era riuscita a raggiungere un traguardo così alto nella storia dei campionati mondiali di calcio. E il pareggio contro l’Iran è arrivato al 92esimo minuto di gioco, segnando un’impresa storica, che già da sola vale più della qualificazione agli stessi mondiali. Anche perché quella contro l’Australia sarà una sfida molto difficile da superare.

La Siria, in questi due anni di qualificazioni non ha mai disputato nemmeno una partita in casa. Dal 2011 è infatti costretta a giocare le partite interne in Malesia, poiché tutti gli stati vicini si sono rifiutati di ospitare le competizioni della nazionale. Inoltre, la nazionale ha sempre giocato schierando calciatori fedeli al presidente Bashar al Assad. Solo nelle ultime settimane è stato permesso all’attaccante Firas al Khatib, che sosteneva i ribelli, di tornare in campo. Anche l’eroe della partita, Omar al Soma, autore del gol del pareggio, era tornato in squadra dopo un’assenza di cinque anni.

Nonostante i sei anni di guerra, che hanno lasciato sul terreno 400mila morti, la Siria torna a sperare e lo fa con il pallone. L’esultanza dei siriani, tifosi e non, per l’importante traguardo raggiunto dalla nazionale di calcio è stata enorme e gli utenti Twitter hanno condiviso immagini della squadra usando un hashtag arabo che si traduce in #Yes_We_Can.

Maxischermi sono stati installati a Damasco per permettere di assistere alla partita. Il video seguente mostra i momenti principali della partita, visti dai tifosi, con l’esultanza finale al gol del pareggio.

 

Un trionfo anche l’accoglienza dei giocatori al loro arrivo all’aeroporto di Damasco.

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