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Željko_Ražnatović

Belgrado, 4 feb- La violenza non fu ordinata dallo stato Serbo, le responsabilità sono personali e ricadono su chi materialmente commise le stragi. Questo il centro della motivazione con cui il tribunale internazionale dall’Aia ha assolto la nazione serba dalle tristi vicende della guerra nei Balcani. A vent’anni dalle tragedie di Vukovar e delle altre città popolate dalle minoranze croate con questa decisione i giudici all’Aja hanno respinto le accuse avanzate dal governo di Zagabria.

Circa 20.000 persone morirono nel conflitto croato dal 1991 al 1995, e la Croazia aveva inviato alla Serbia una richiesta di risarcimento per i danni “a persone e cose oltre che all’economia croata e all’ambiente”.  Lo stesso aveva fatto Belgrado ricordando l’espulsione forzata di oltre duecentotrentamila serbi da quelle zone.

 “Credo che con ciò è stata chiusa una triste pagina del nostro passato, e ne è stata aperta un’altra sul nostro futuro”: così il ministro della giustizia serbo Nikola Selakovic ha commentato il verdetto. “Per la prima volta è stato constatato a livello internazionale che l’esodo delle migliaia di serbi dalla Croazia non fu qualcosa di concordato ma la conseguenza dell’azione militare croata decisa dalla dirigenza di Zagabria, che aveva come obiettivo di ripulire la Croazia dalla popolazione serba. La nostra contro accusa è stata la conseguenza dell’iniziativa croata”, ha affermato Selakovic.

Alberto Palladino

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