Roma, 6 giu – Sono bastati pochi attimi per scatenare l’inferno in una chiesa in Nigeria. “Un attacco satanico”, questa la definizione delle autorità locali per la strage avvenuta ieri a Owo, nello stato nigeriano dell’Ondo, che ha causato decine di morti.

La strage e i conflitti latenti in Nigeria

Gli autori della strage si sarebbero avvicinati in motocicletta, per poi lanciare ordigni esplosivi e sparare sui fedeli riuniti per la messa domenicale nella Chiesa cattolica di San Francesco Saverio. Ad ora sono 21 le vittime ufficiali, mentre altre fonti parlano di più di 50 morti, fra cui alcuni bambini. I testimoni raccontano di scene raccapriccianti, con sangue e corpi senza vita ovunque.

Il massacro rappresenta una aggravarsi ed un espandersi dei conflitti latenti e delle violenze in Nigeria. Lo stato dell’Ondo dove è avvenuta la strage si trova nella parte sud-orientale della Nigeria. Una zona che era rimasta relativamente al sicuro dagli attacchi di gruppi fondamentalisti islamici come il Boko Haram o l’Iswap, ala africana dell’Isis. Attacchi che normalmente si concentrano a nord. Inoltre, l’Ondo e quindi la città di Owo sono aree a maggioranza yoruba, etnia fortemente cristianizzata.

Le motivazioni

Nonostante l’efferatezza della strage, non si sono state ancora rivendicazioni. La popolazione del luogo ritiene, però, che i responsabili siano con ogni probabilità da ricercare nei fulani, una popolazione seminomade di religione musulmana dedita alla pastorizia e che già in passato era stata protagonista di sanguinosi attacchi. In altre parole, dietro la carneficina ci sarebbero principalmente ragioni religiose. In molti hanno accusato il governo centrale di inazione e di chiudere un occhio di fronte a questo tipo di attacchi, anche perché lo stesso presidente della Nigeria, Muhammadu Buhari, è di famiglia fulani.


Di diverso avviso è Don Giulio Albanese, missionario e giornalista che su La Repubblica ha cercato di gettare acqua sul fuoco: “Non parliamo di guerra religiosa: musulmani contro cristiani. Non c’entra niente”. Cauto anche papa Bergoglio, che si è limitato a esprimere il proprio cordoglio per le vittime della strage.

Michele Iozzino

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