Bolzano, 6 giu — L’Alto Adige, si sa, è terra di confine con una storia travagliata. Provincia da sempre contesa tra italiani e germanofoni, ha conosciuto dominazioni romane e bavaresi, francesi e austriache. Da un secolo però, dopo la vittoria del Regio Esercito nella prima guerra mondiale, l’Italia ha abbracciato l’Alto Adige fino allo storico confine naturale del Brennero, e lì giurò di rimanere. Una parte della popolazione di madrelingua tedesca, però, non accettò mai la sudditanza a Roma e, mentre l’Italia si tingeva di sangue negli anni di piombo, con duri scontri tra opposte fazioni politiche, in Alto Adige i “bravi ragazzi” secessionisti dell’Ein Tirol (un Tirolo) fino agli anni ottanta piazzavano bombe causando decine di morti tra civili e militari.

Oggi, nel 2022, molte cose sono cambiate e i gruppi etnici dell’Alto Adige vivono molto più serenamente tra loro, i toni un tempo sciovinisti sembrano essersi affievoliti sotto le spinte europeiste e la convivenza tra italiani e tedeschi ha trovato problemi ben più gravi legati ad una immigrazione fuori controllo. Anche la Svp, il partito autonomista di raccolta sudtirolese che tiene la stragrande maggioranza dell’elettorato locale, è diventato una sorta di ricchissima azienda carrieristica che gode dei lauti finanziamenti dello Stato italiano e, negli anni, ha abbandonato le posizioni più intransigenti.

Cosa è successo a Iatz

Non tutti però sembrano concordare sul presente altoatesino; negli anni scorsi la stessa Provincia di Bolzano a guida Svp – Lega aveva finanziato eventi che esaltavano addirittura i “bombaroli” del secessionismo e, oggi, sta suscitando forti polemiche la presenza del presidente del Consiglio comunale di Merano, Christoph Mitterhofer, alla manifestazione secessionista di piazza della Rena. L’evento in questione è chiamato Iatz (adesso), definito: il giorno dell’indipendenza. Si è tenuto lo scorso 4 giugno e ha visto anche la partecipazione di esponenti dall’estero, come indipendentisti dalla Scozia, dalle Fiandre e dalla Catalogna, presenti anche alcune delegazioni secessioniste italiane da Veneto, Sicilia e Toscana. Anche il sindaco di Merano, Dario Dal Medico, nonostante si sia tardivamente dissociato dalla manifestazione, in un primo momento assentì a questa con tanto di patrocinio, poi ritirato solo grazie alle polemiche sollevate sulla stampa locale.

Dove è il rispetto delle istituzioni?

Mitterhofer è un politico della Svp e, in quanto tale, non verrebbe certo da stupirsi per sue comparsate a simili eventi; ma il problema, però, rimane istituzionale del rispetto verso l’istituzione che dovrebbe rappresentare. Aderire ad una manifestazione che si è espressa chiaramente per la secessione dell’Alto Adige dall’Italia, nella quale vi è stata anche una dura contestazione verso l’autonomia, è infatti un controsenso confrontato al ruolo di Mitterhofer. Il perché è semplice: il presidente del Consiglio comunale meranese dovrebbe essere il garante di tutti i consiglieri e di tutti i gruppi politici, da destra a sinistra, dal gruppo etnico italiano a quello tedesco. Dovrebbe rappresentare il proprio Comune e i valori dello Statuto di autonomia della Provincia Autonoma di Bolzano, e, se se ne ricorda, dovrebbe rappresentare anche lo Stato italiano.

Dai secessionisti alla Svp

Per chi non lo conoscesse, il nostalgico Mitterhofer ha un passato nelle fila di un partito espressamente secessionista, transitato alla Svp in cambio di incarichi puntualmente assegnatigli. All’inizio del mandato aveva assicurato che avrebbe tenuto una linea moderata come richiesto ad un presidente del Consiglio e che si dispiaceva per le incomprensioni del passato sul suo rapporto con gli italiani. Ecco però che alla prima occasione, forse colto da nostalgie ideologiche, è tornato dagli amici secessionisti.

La condanna di FdI

Sulla vicenda è intervenuto oggi il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Urzì, commentando: “FdI fu l’unica forza in Consiglio comunale a rifiutare la sua elezione a presidente del Consiglio, non fidandosi del suo impegno di equilibrio, infatti oggi puntualmente smentito”. Urzì prosegue poi con un duro velato alla Lega che è forza di governo provinciale insieme alla Svp: “Ci attendiamo ora una chiara presa di posizione dalle forze di governo cittadino di lingua italiana, anche quelle che fingono di ispirarsi ai valori morali del centrodestra: girare la testa dall’altra non è mai una soluzione”.

Andrea Bonazza

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2 Commenti

  1. E’ quello nella foto ????

    Con quella faccia da COLOMBIANO ….. fa il razzista !!!!

    per non parlare della camicia da spacciatore ……..

    LOL LOL LOL !!!!

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