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Budapest, 20 apr – In Ungheria è ormai lotta senza quartiere al miliardo Georges Soros e alle sue attività “filantropiche”. E tanto forte è l’ostilità del governo che il magnate (anch’egli di origine magiara) ha deciso di chiudere gli uffici della sua fondazione Open Society nel Paese, che verranno trasferiti prima, temporaneamente, a Vienna e poi a Berlino.
“Capirete che non mi metto a piangere per la loro decisione di chiudere la sede nella nostra capitale”, ha esultato il premier Orban, il quale ha poi aggiunto che “la lotta contro Soros, la sua ideologia liberale, le sue iniziative sui migranti, continuerà ovunque siano le sedi della sua fondazione”.
La decisione da parte della Open Society Foundation arriva al culmine di una serie di scontri più o meno duri con l’esecutivo nazionalista. Un’escalation partita l’anno scorso con la minaccia di chiudere la Central European University, ateneo legato alle attività del miliardario, proseguita nei mesi successivi con la capitale tappezzata di manifesti anti-Soros fino allo scorso febbraio, quando il governo varò una legge per bloccare le Ong che accolgono immigrati, da subito ribattezzata “legge stop Soros”.
Una lunga campagna che nonostante gli strali della sedicente “comunità internazionale” sembra però aver premiato Orban, stando almeno agli ultimi successi che lo hanno visto, due settimane fa, trionfare alle elezioni con oltre il 50% dei consensi. L’impressione, dunque, è che la sua lunga battaglia non sia ancora finita.

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3 Commenti

  1. Io sarò contento solo quando l’abominevole apolide con la faccia da salamandra tirerà le cuoia e il diavolo se lo porterà in fondo all’inferno.

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