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Roma, 20 apr – Berlusconi spariglia le carte: spara a zero sui 5 Stelle (“A Mediaset pulirebbero i cessi“), mandando all’aria definitivamente ogni tentativo di mediazione di Salvini, scavalca il leader della Lega e si rivolge direttamente al Partito democratico. Ma i dem gli rispondono picche.
Con il M5s non avremmo nulla da spartire e non potremmo mai governare. Sono disgustato, gli italiani hanno votato male. Non vogliamo nessun rapporto – spiega Berlusconi – . Abbiamo cercato di dare un seguito all’esperienza del centrodestra pensando che fosse utile che qualcuno con la nostra competenza fosse dentro con questa squadra di inefficienti, ma adesso sono assolutamente convinto che questi M5s sono un pericolo per l’Italia e bisogna evitare che prendano il potere“. E poi rincara la dose: “I cinque stelle non sono un partito democratico. Il 5 Stelle è il partito dei disoccupati, di quelli che non hanno e vogliono togliere a chi ha… Dopo tanto tempo mi ritrovo ancora a spiegare queste cose agli italiani, mi sono anche rotto”.
Invece, propone il leader di Forza Italia, “il governo del centrodestra potrebbe concretamente fare accordi con uomini saggi, con i parlamentari dei gruppi misti e anche esponenti del Pd“. Poi ha aggiunto: “Sono contrario al no secco al Pd per un discorso sul programma. Dal punto di vista della responsabilità e della democrazia, il Pd è anni luce davanti ai 5 stelle“.
Immediata la reazione di Salvini: “Se Silvio vuole andare con il Pd, ci vada da solo. Sbaglia quando dice che gli italiani votano male e risbaglia quando dice che si deve riportare al governo il Pd. Non è rispettoso verso gli italiani e lo fa senza la Lega. E non mi piace che parli male di un partito che è stato votato da un terzo degli elettori”.
Insomma, la rottura della coalizione del centrodestra sembrerebbe imminente. E paradossalmente questa spaccatura è proprio quello che chiede Di Maio da settimane.
Salvini ribadisce: “Piuttosto che riportare il Pd al governo, faccio io tre passi avanti. Pronto a tutto contro un governo tecnico telecomandato da Bruxelles“. Un chiaro riferimento alla sua autocandidatura a un preincarico, che però è quasi impossibile che gli venga conferito da Mattarella.
In ogni caso, sul fronte centrodestra-Pd, il capogruppo dem alla Camera Ettore Rosato per adesso chiude le porte: “Berlusconi sogna se pensa di potersi prendere alcuni esponenti del Pd. E sogna ancora di più se pensa che possa esserci il Pd a sostegno di un governo con Salvini e la Meloni”, dice ai cronisti in Transatlantico. E aggiunge: “Non faremo la ruota di scorta di nessuno”.
I 5 Stelle, dal canto loro, avvertono: “Un governo che tiri a campare non ci interessa, a quel punto meglio il voto“.
Intanto, dopo aver ricevuto la presidente del Senato Casellati che ha riferito sul mandato esplorativo per sondare la possibilità di un’intesa (ormai impossibile) tra centrodestra e M5S, il presidente della Repubblica Mattarella ha deciso di prendersi due giorni di riflessione.
“Ringrazio tutti i leader per avere avviato una discussione che pur nella diversità di opinioni ha consentito di evidenziare spunti di riflessione politica. Sono certa che il presidente Mattarella saprà individuare il percorso migliore da intraprendere”, così la Casellati al termine dell’incontro con il capo dello Stato. “In questi giorni ho svolto l’incarico che mi è stato affidato con dedizione – ha aggiunto – cercando di favorire il confronto costruttivo tra le forze politiche in grado di verificare la maggioranza parlamentare nel perimetro che ha indicato Mattarella”.
La mossa di Berlusconi in qualche modo imprime un’accelerazione verso la formazione di un governo, di qualsiasi tipo. I toni da difensore della democrazia – stavolta gli antidemocratici da cui salvare il Paese non sono i comunisti ma i grillini – sono quelli riproposti negli ultimi venti anni e non bastano a convincere Mattarella. Ma di sicuro, la sparata del Cav ha messo una pietra tombale sull’accordo centrodestra-5 Stelle. Aprendo di fatto un altro fronte politico – visto che l’invito al Pd è stato respinto – quello di un’intesa tra dem e pentastellati.
Adolfo Spezzaferro

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