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Mosca, 29 set – La vicenda Russiagate si arricchisce di un nuovo capitolo e ora i russi sono accusati di aver fatto ricorso anche ai social network per interferire nella campagna per le presidenziali americane. Twitter ha bloccato circa 200 account riconducibili organizzazioni russe che sono accusate di aver acquistato annunci pubblicitari per condizionare il voto. Nel mirino è finito il network di Russia Today, che avrebbe speso 274mila dollari per 1.823 tweet che facevano campagna elettorale a favore di Trump.

Il blocco degli account è partito dopo la denuncia del New York Times. Twitter, a differenza di Facebook che è stata scoperta dai media americani a prendere soldi da società legate al Cremlino, ha preferito farsi avanti spontaneamente e oltre a bloccare gli account ha spiegato di aver fornito alle commissioni del Congresso sul Russiagate tutte le informazioni in suo possesso e società ha confermato il suo impegno per proseguire le indagini. Anche Facebook, però, aveva dichiarato qualche settimana fa di aver scoperto 470 account fasulli legati alla Russia, che di dollari in annunci pro Trump ne avevano spesi almeno 100mila.

Stando alle informazioni fornite da Twitter, sarebbe stata creata una vera e propria rete gestita da organizzazioni vicine al governo russo che ha sfruttato i social network per diffondere informazioni false e fare propaganda contro Hillary Clinton.

Ma le accuse contro i russi non si fermano alla campagna elettorale. Gli Stati Uniti sospettano che Mosca stia continuando a interferire nell’opinione pubblica americana, per creare scompiglio e un clima di discordia. In particolare pare che alcuni troll russi stiano alimentando il dibattito sulla questione dei tweet di Trump nei confronti dei giocatori della Nfl.

Dal canto suo Russia Today non sembra essere particolarmente preoccupata del blocco degli account e la sua direttrice Margarita Simonyan dice che la tv ha fatto quello “che ogni testata giornalistica fa in tutto il mondo”. Simonyan ha anche aggiunto di non aver mai pensato che in una democrazia avanzata la pubblicità possa essere considerata “un’attività sospetta e dannosa” e che “Simili campagne sono condotte da media americani utilizzando la sezione russa di Twitter. Sarebbe molto interessante scoprire quanto spendono per questo, chi vogliono raggiungere e cosa propongono”.

Anna Pedri

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2 Commenti

  1. …gli USA deep state, da quando la Russia li ”mazzola” in Siria, hanno perso completamente la bussola…Non mi meraviglierei se mettono sotto accusa Supermen, perché è di origine kryptoniana…

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