Erevan, 24 nov – Un soldato armeno di 19 anni, in servizio al confine, è stato ucciso dal fuoco azero. A riferirlo è il ministero della Difesa dell’Armenia. Il diciannovenne Suren Safaryan, classe 2002, è stato ucciso quando le forze armate azere hanno aperto il fuoco con armi di diverso calibro sulle posizioni armene vicino al villaggio di Norabak, nella provincia nord-orientale del Gegharkunik, zona nella quale opera la onlus italiana Sol.Id.



Armenia, soldato ucciso nella zona dove opera la onlus italiana Sol.Id.

I volontari italiani, unitamente ai francesi di Solidarité Arménie, dallo scorso luglio sono impegnati in loco nel rifacimento di una scuola elementare che ospita sessanta bambini dei villaggi armeni al confine con l’Azerbaigian. Si tratta di piccole comunità, perlopiù di contadini e pastori, che non intendono abbandonare il proprio territorio costantemente minacciato dai cecchini delle truppe azere. È in questo scenario che i volontari europei hanno messo in piedi virtuosi progetti per la crescita di questi villaggi abbandonati a sé stessi, alla guerra e alla povertà di una zona economicamente depressa.

Tensione infinita

Il ministero della Difesa azero ha negato la veridicità del rapporto armeno, con un comunicato stampa in cui si afferma che “le nostre unità [militari] non hanno aperto il fuoco in questa direzione”. Le tensioni al confine tra Armenia e Azerbaigian sono aumentate il 16 novembre scorso quando sono scoppiati i peggiori combattimenti dalla fine del secondo conflitto per il Nagorno-Karabakh dell’autunno 2020.

Almeno sei soldati armeni sono stati uccisi e altri 13 sono stati fatti prigionieri, mentre le autorità azere hanno confermato sette vittime tra i loro soldati. Come già abbiamo riportato nei giorni scorsi su questo giornale, i pesanti combattimenti del 16 novembre sono durati solo un giorno e si sono conclusi con un cessate il fuoco mediato dalla Russia. Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan e il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev hanno concordato un incontro personale per il 15 dicembre, a margine del vertice del partenariato orientale dell’Ue a Bruxelles.

Andrea Bonazza 

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