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Belgrado, 25 dic – Nel settembre 2018 alla confluenza fra Sava e Danubio – nella vitale Belgrado – si è formato uno dei gruppi politici più giovani ed attivi nello scacchiere politico serbo: Kormilo. Entrando nella sede – situata in una delle maggiori arterie della città – si ha immediatamente la sensazione di accedere ad una delle tante sedi di CasaPound Italia, non solo per lo stile ma anche per l’accoglienza dei militanti.
timone kormiloA campeggiare fra i numerosi vessilli esibiti in sede, c’è il timone – Kormilo in serbo – simbolo scelto dai giovani militanti nazionalrivoluzionari che popolano la sede. Il motore dietro il gruppo fondatore di 13 persone è l’idealismo, lo spirito di avventura e in particolarità la solidarietà sociale. Una delle attività principali dei militanti di Kormilo è infatti la raccolta di generi alimentari di prima necessità da distribuire ai poveri, effettuata capillarmente nei quartieri più degradati di Belgrado. Come ricordato da uno dei membri fondatori, questo tipo di solidarietà è un modo per ritrovare la coesione del popolo serbo dopo gli anni difficili dei periodi post-bellici che hanno interessato la nazione.
Oltre alle numerose bandiere serbe e non, presenti in sede, si notano numerosi adesivi dei gruppi politici europei più vicini a Kormilo ed una scritta emblematica: “Europa patria nostra”. All’interno della sede si trova anche una piccola biblioteca con diversi testi fondamentali per il militante nazional rivoluzionario, nonché alcuni libri fotografici dedicati alla storia serba, che i giovani militanti sovranisti sfogliano e mostrano con onore. Il gruppo – con un’ottima preparazione storica e politica – è infatti molto attivo in ambito culturale e nell’organizzazione di conferenze aventi ad oggetto temi storici e di attualità (in particolare geopolitica).
Il gruppo è in costante crescita ed è uno dei più vitali nel panorama politico serbo, inserendosi de plano nel novero dei movimenti europei che hanno deciso di “insorgere contro il fatalismo” del mondo moderno.
Edoardo Fiorani (con il prezioso contributo di M. Borisawoff)

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2 Commenti

  1. Una buona notizia. La Serbia potrebbe essere una nostra Nazione amica in una futura Europa non basata sulla finanza e libero mercato ma sul rispetto delle diverse storie, identità, culture, lingue e differenze religiose.

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